Economia
Giovani single, famiglie numerose e operai. Sono queste le categorie che spendono di più in alimenti, trasporti e utenze domestiche. A rivelarlo è l'indagine del Sole 24 Ore elaborata su dati Istat in merito al rischio inflazione dilagato dall'inizio del conflitto nel Golfo. Nel dettaglio, nel 2024 la spesa per questi tre settori si è tradotta in un 42,3% delle uscite medie per consumi delle famiglie italiane (ovvero 1.164 euro al mese su un totale di 2.755). Una percentuale che è destinata a salire se si guarda ai nuclei più esposti, che in alcuni casi oltrepassano il 45%, raggiungendo persino un picco del 52% per chi è disoccupato.
Se si guarda ai singoli territori, il Piemonte e le regioni del Mezzogiorno raggiungono il 45%, in alcuni casi addirittura lo superano. È l'esempio della Calabria, dove l'incidenza complessiva si attesta al 50,5% e i punti in percentuale sono saliti di 5,4 rispetto al 2019. Seguono Campania (48,5%), Basilicata (47,6%), Piemonte (46,7%), Sicilia (45,5%) e Puglia (45,3%). In fondo alla lista figurano invece Toscana (39,2%) e Lazio (38,4%). L'eccezione in classifica è rappresentata dalla Provincia di Bolzano che dal 2019 al 2024 vede il dato abbassarsi di 3,9 punti, raggiungendo un'incidenza complessiva del 32,6%.
Allargando la lente d'ingrandimento sull' Umbria, il cuore verde si classifica al settimo posto tra le regioni italiane. Qui su una spesa media mensile di 2.640 euro, 1.171 vengono spesi in alimenti, trasporti e utenze domestiche, descritti non a caso come le voci più soggette al rincaro delle materie prime energetiche. In questo caso, l'incidenza si attesta al 44,4%, registrando un rialzo di 1,1 punti rispetto al 2019. Andando a leggere i dati nel dettaglio, in Umbria le famiglie spendono 532 euro in beni alimentari, circa 96 euro in bollette di gas, luce e acqua e 344 euro in trasporti.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy