L'EVENTO
Riccardo Cotarella premiato come Ambasciatore dell’eccellenza e della qualità dell’Umbria nel mondo. Il riconoscimento è arrivato nella prestigiosa cornice di Palazzo Verità Poeta a Verona, dove l'Umbria - nella serata di sabato 11 aprile - ha acceso i riflettori su una nuova modalità di raccontarsi e promuoversi, anticipando di fatto l’atmosfera e i contenuti di Vinitaly 2026 (in programma da domenica 12 aprile fino a mercoledì 15 aprile). La più importante fiera internazionale dedicata al mondo del vino ha fatto da sfondo a un’iniziativa che segna un cambio di passo per la regione.
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Per la prima volta è stato organizzato un evento istituzionale fuori fiera, ideato da Confcooperative Umbria e SQA srl, condiviso e patrocinato dalla Regione Umbria e dalla Camera di Commercio, e realizzato in partnership con la Fondazione Umbria Jazz. Un appuntamento pensato per valorizzare le produzioni regionali di qualità certificata attraverso un format innovativo, capace di esprimere una visione più integrata e consapevole del posizionamento dell’Umbria sui mercati nazionali e internazionali.
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Come anticipato, nel corso della serata presentata da Tamara Donà, speaker di Radio Monte Carlo, sono stati conferiti riconoscimenti a personalità eccellenti, designate "Ambasciatori dell’eccellenza e della qualità dell’Umbria nel mondo". Tra questi è stato premiato Riccardo Cotarella, fondatore dell'azienda Famiglia Cotarella e presidente di Assoenologi, che al Corriere dell'Umbria ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Premetto che non c'è ricetta che possa risolvere il problema di qualunque vino, quindi anche per il nostro serve tanta professionalità, passione, convinzione delle nostre potenzialità, mestiere e la consapevolezza che abbiamo sulle mani qualcosa di particolare. Che cos'ha la nostra regione di particolare? È unica nella sua esposizione, nella sua giacitura, nel suo verde, nella sua religiosità. Non manca nulla come supporto al vino."
Poi Cotarella ha parlato dei vini umbri: "Abbiamo dei vini unici, non soltanto nella denominazione: Sagrantino, Grechetto, Orvieto, Colli del Trasimeno, Colli Martani. Quindi abbiamo diverse tipologie, che rappresentano un patrimonio inestimabile. La domanda viene da sé: 'Allora, perché ancora non raggiungiamo il successo che meritiamo?' Perché siamo delle capre che non sanno raccontarsi, non sappiamo parlare, non sappiamo dire chi siamo, che cosa abbiamo... Questa è una litania che io ripeto da 10 anni. A parole tutti pronti ma con i fatti ognuno pensa a se stesso. Il vino ha sempre avuto da parte dei nostri politici un'attenzione particolare. Chi si deve svegliare sono i produttori che mancano di imprenditorialità, mancano di visioni a medio termine, non dico a lungo. Possiamo contare sui giovani, sui figli di produttori. Questa è l'unica nostra ancora di salvezza. Io sono convinto che ce la faremo", ha concluso il presidente di Assoenologi.
L'evento
Confcooperative Umbria si è fatta promotrice di un autentico “Concerto delle eccellenze certificate umbre” esclusivo e su invito, nell’ambito del progetto “Umbria 100%: la qualità che si sente - Interpreti d’eccellenza!” presentato dall’Associazione a valere nella misura SRG10 del CSR dell’Umbria 2023-2027. Non una semplice degustazione, ma un’esperienza immersiva che ha intrecciato produzioni certificate, cultura e musica per raccontare un territorio. Ad impreziosire la serata il concerto degli “Accordi Disaccordi”, band assai virtuosa e presenza stabile a Perugia in occasione del Festival, a testimonianza del legame profondo tra musica, territorio e identità culturale umbra.
L’evento ha visto la partecipazione della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, dell’assessora alle Politiche Agricole e al Turismo Simona Meloni e di altre autorità e figure istituzionali della regione. Il percorso gastronomico - firmato dagli chef Federico Montecchiani e Davide Barone - ha proposto una rilettura contemporanea della tradizione umbra, accompagnata dalle migliori etichette delle cantine cooperative regionali. Protagoniste della serata sono state le produzioni certificate delle cooperative agroalimentari umbre, realtà che, da oltre cinquant’anni - e in molti casi da sessanta o settanta - custodiscono e valorizzano interi territori: Cantina Tudernum (Todi), Cantina Duca della Corgna (Castiglione del Lago), Cantina Vetunna (Bettona), Cantine Monrubio (Monterubiaglio), Bovinitaly (Perugia), Naturalmiele (Terni), Frantoio Sociale Intercomunale di Arrone (Montefranco), Cooperativa Oleificio Pozzolese (Castiglione del Lago), Frantoio di Spello UCCD (Spello) e Gruppo Grifo Agroalimentare (Perugia).
“Con questo evento l’Umbria compie una scelta chiara e strategica: uscire dagli spazi tradizionali della fiera per affermare una propria identità autonoma, riconoscibile e capace di distinguersi nel panorama internazionale - sottolinea il segretario regionale di Confcooperative, Lorenzo Mariani - Confcooperative Umbria sceglie di costruire un proprio racconto, coerente e unitario, in cui territorio, produzioni e cultura si integrano in un’unica esperienza di valore: un modello di sviluppo fondato sulla cooperazione, sulla qualità certificata e sulla capacità di fare sistema. Un modello che mette al centro le persone, le comunità e le filiere, e che trova nella collaborazione tra imprese, istituzioni e realtà culturali – come la sinergia con la Fondazione Umbria Jazz – un elemento distintivo e competitivo”.
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