territorio e tradizioni
Cannara celebra ogni anno la vernaccia, un vino passito rosso Doc che affonda le sue radici nel 1400. Se conoscete il borgo principalmente per la sua famosa cipolla di Cannara, preparatevi a scoprire questa altra eccellenza del territorio.
Tradizione
Regina di questa festa, che si svolge dal 9 al 12 aprile, è la vernaccia, il vino passito ricavato dall’uva Cornetta, una varietà a bacca nera autoctona, rarissima e ricca di tannini. Il nome nasce dalla forma degli acini quando sono ancora acerbi: sembrano piccoli corni. Da ogni quintale di quest'uva si ricavano appena 25 litri di vino: una resa bassissima che spiega perché sia un vino da meditazione. Nel bicchiere si presenta rosso violaceo, intenso, con profumi di frutta rossa, more e violetta. Un tempo ogni famiglia faceva la sua vernaccia: non era un vino da tutti i giorni, ma quello delle occasioni speciali. Una tradizione che ha rischiato di scomparire nel secolo scorso quando la coltivazione della Cornetta è stata drasticamente diminuita e soppiantata da uve più produttive. Negli ultimi anni alcune cantine hanno riportato questo vino alla luce, riscoprendo le tecniche tradizionali e ottenendo nel 2009 il riconoscimento Doc "Colli Martani Vernaccia".
La festa si apre con l'inaugurazione della mostra degli oggetti antichi della vendemmia (torchi, falcetti, damigiane) e procede con aperitivi, degustazioni e assaggi presso gli stand gastronomici dove è possibile assaggiare gustosi piatti a base di vernaccia, come gnocchetti di patate al ragù bianco di chianina, stracotto di vitello, parmigiana di cipolle. E naturalmente c'è anche l’altra protagonista del territorio, la cipolla di Cannara, che spunta in molti piatti. Domenica 12 il giorno clou. Alle 16 in piazza del Giardino Fiorito si tiene il laboratorio dei roccetti cannaresi, quei taralli dolci con anice e uva passa che si inzuppano proprio nella vernaccia. Un'ora dopo c'è l'orizzontale alla cieca: tutte le vernacce amatoriali preparate dai cannaresi vengono degustate anonimamente da esperti enologi e sommelier, che alla fine decretano la migliore. Insieme a lei si premia anche la torta di Pasqua più buona. Alle 18 l'apericena in Piazza Baldaccini chiude la festa, mentre la musica di "In Vino Veritas" accompagna gli ultimi brindisi.
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