PERUGIA
Le misure economiche previste nel decreto accise del marzo scorso colpiscono il settore dello spettacolo dal vivo, incidendo direttamente sulla sostenibilità di festival, programmazioni e attività diffuse sul territorio. Tutto questo sta provocando forte preoccupazione anche in Umbria. Dal ministero della Cultura arriva un colpo pesante al Cuore verde: un taglio di circa 287 mila euro ai fondi destinati a Umbria Jazz e Festival di Spoleto.
Il taglio, reso appunto necessario dalla manovra governativa destinata a finanziare il decreto anti-accise, rischia di assottigliare le casse dei due principali festival regionali a bilanci e a cartelloni già approvati. A confermare quanto sta succedendo è Tommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria e assessore regionale alla cultura. “Ho qui una lettera protocollata di Umbria jazz che parla di un taglio di oltre 100 mila euro, il governo utilizza la cultura come bancomat per coprire i costi dei carburanti. Questa manovra è un attacco frontale ai territori. Mentre la Regione Umbria rilancia i propri impegni sul settore, il Ministero opera il secondo taglio nello stesso anno solare”.
Il caso è destinato ad approdare sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni, fa sapere sempre il vicepresidente Bori, dove gli assessori alla cultura interessati dai tagli starebbero preparando una mobilitazione congiunta per chiedere il ripristino delle risorse originali. E se per Umbria Jazz, la notizia ha i contorni dell'ufficialità nella lettera protocollata il 31 marzo in cui si formalizza il rischio di una nuova decurtazione che, sommandosi a tagli precedenti, supererebbe i 100 mila euro. Risorse, fanno sapere dalla Fondazione Uj, che vengono sottratte a impegni di spesa definiti, rendendo il sacrificio “insostenibile”, a Spoleto, il clima è di attesa prudente.
Il presidente della Fondazione Due Mondi e sindaco, Andrea Sisti, dichiara di non aver ancora ricevuto comunicazioni formali, ma il taglio riguarderebbe comunque oltre 100 mila euro del milione aggiuntivo stanziato con la finanziaria 2026. Se lo stralcio venisse confermato, a farne le spese sarebbe la programmazione invernale prevista tra ottobre e dicembre, mettendo in crisi il progetto di destagionalizzazione del Festival su cui si sta lavorando. “I fondi dovrebbero servire a migliorare l’attuale situazione del Festival ma finanziariamente abbiamo una situazione solida. Chiuderemo il bilancio con un utile di 270 mila euro”.
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