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Perugia

Esposto del sindacato infermieristico Nursind: “Basta pazienti nei corridoi dell'ospedale”

Segnalata al difensore civico della Regione Umbria la situazione critica e pericolosa

Sabrina Busiri Vici

10 Aprile 2026, 09:04

Esposto del sindacato infermieristico Nursind: “Basta pazienti nei corridoi dell'ospedale”

Basta ai pazienti ricoverati nei corridoi dei reparti all'Azienda ospedaliera di Perugia, a rischio diritti e sicurezza”, è quanto denuncia il NurSind. Il sindacato delle professioni infermieristiche ieri ha inoltrato una formale segnalazione al difensore civico della Regione Umbria denunciando le gravi criticità organizzative e assistenziali riscontrate presso l’Azienda ospedaliera di Perugia. La nota è stata trasmessa per conoscenza anche alla direzione dell'Azienda ospedaliera e all’assessorato regionale alla Sanità.

Al centro dell’esposto vi è il ricorso sempre più frequente alla collocazione dei pazienti ricoverati in letti posizionati lungo i corridoi di alcuni reparti. Secondo il sindacato, questa pratica, adottata per arginare il sovraffollamento, determina condizioni incompatibili con i principi del servizio sanitario nazionale e con gli standard strutturali previsti. Nella segnalazione, il NurSind evidenzia diverse e profonde criticità. Tra queste lesione della dignità e della privacy: “I pazienti nei corridoi sono assistiti in spazi privi dei requisiti minimi di riservatezza - viene scritto -, costantemente esposti al passaggio di operatori e visitatori durante le visite mediche e le procedure assistenziali”. Una situazione che il sindacato ritiene difficilmente conciliabile con l'articolo 32 della Costituzione e con la Carta dei diritti del malato.


A questo di aggiunge l’elemento sicurezza e rischio clinico. In quanto “l’occupazione dei corridoi ostruisce spazi destinati al transito - viene aggiunto -, spesso individuati come vie di fuga o percorsi di emergenza. Inoltre, rende complesso garantire un adeguato monitoraggio clinico dei degenti”. C’è pure il rischio di infezioni (Ica). “La gestione dei malati in aree ad elevata promiscuità e intenso transito ostacola le misure di prevenzione - prosegue la nota -, determinando un potenziale incremento del rischio di Infezioni Correlate all'Assistenza (Ica). Tali complicanze generano gravi conseguenze cliniche e un aumento dei costi per il sistema sanitario”, viene specificato nella nota del Nursind.


La situazione, infine, viene ritenuta insostenibilità per il personale: “Il personale infermieristico, già provato da una cronica carenza di organico, subisce un significativo aggravio delle proprie attività, trovandosi a operare in contesti che non consentono di garantire pienamente gli standard assistenziali”. Il NurSind sottolinea inoltre un dato organizzativo allarmante: il sistema Cingolo introdotto nel novembre 2023, mirato alla gestione sistematica dei posti letto nel dipartimento di area medica, per migliorare la gestione dei flussi dei pazienti, dopo un'iniziale fase di efficacia,“ “sembra non essere più in grado di prevenire il ricorso alle degenze nei corridoi”, fa presente il sindacato.
Ricordando un recente precedente istituzionale, il NurSind chiede formalmente all’organo di garanzia umbro di verificare la conformità delle pratiche agli standard di sicurezza e il rispetto dei diritti fondamentali dei malati. “Il protrarsi di queste condizioni non può essere considerato una soluzione organizzativa accettabile”, dichiara il segretario regionale del NurSind, Marco Erozzardi. Il sindacato quindi sollecita l’adozione di misure organizzative tempestive.

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