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LO STUDIO

Il turismo in Umbria, la fotografia del primo quarto di secolo: come è cambiato dal 2000 al 2025

Da 5.2 a 7.9 milioni di presenze nel cuore verde. L'analisi Aur evidenzia una grande espansione nel post‑pandemia: "Resta da capire se si tratti di una nuova base strutturale o se rappresenti una fase particolarmente favorevole"

Andrea Pescari

09 Aprile 2026, 12:53

Il turismo in Umbria, la fotografia del primo quarto di secolo: come è evoluto dal 2000 al 2025

Qual è stata l'evoluzione del turismo in Umbria nel primo quarto di secolo? Uno studio dell'Agenzia Umbria Ricerche illustra la crescita del settore turistico del cuore verde e lo fotografa nel periodo compreso dal 2000 al 2025, evidenziando - numeri alla mano - un passaggio da poco più di 5 milioni fino a quasi 8 milioni di presenze annuali. Lo studio sottolinea diverse fasi suddivise in archi temporali chiari e definiti: dall'espansione iniziale si è passati a una lunga stabilità, interrotta solo da crisi esterne (come il crollo finanziario del 2009, il sisma 2016 e la pandemia da Covid-19), per poi compiere un balzo finale grazie a un vigoroso incremento registrato nel quadriennio 2022–2025.

Presenze turistiche dal 2000 al 2025

Nel 2000 la regione registra poco più di 5,2 milioni di presenze; nel 2007 supera i 6,2 milioni. In sette anni l’incremento è di circa 1 milione di unità, pari a quasi il 20%. "Si tratta di una prima fase di espansione che porta il sistema turistico regionale su una soglia superiore rispetto all’inizio del millennio e che segna il passaggio verso un nuovo livello", viene illustrato nello studio condotto da Giuseppe Coco.

Le presenze turistiche sono il numero delle notti trascorse dai clienti, italiani e stranieri, negli esercizi ricettivi. Misurano l’intensità complessiva dei soggiorni.

Dopo il picco del 2007 (6,2 milioni di presenze), il periodo 2008–2019 si configura come una fase di sostanziale stabilità, con volumi collocati entro una fascia compresa tra circa 5,5 e 6,1 milioni. All’interno di questo intervallo si registrano due flessioni riconducibili a fattori distinti: nel 2009, in connessione con la crisi finanziaria internazionale, e nel 2017, a seguito del sisma del 2016. In entrambi i casi la contrazione risulta circoscritta nel tempo, tanto che, negli anni immediatamente successivi, il sistema rientra nello stesso intervallo di oscillazione.

Per via dell’emergenza sanitaria mondiale nel biennio 2020–2021 si registra una nuova, inevitabile e forte contrazione dei turisti. Le presenze nel 2020 si attestano intorno ai 3,2 milioni, con una riduzione prossima alla metà rispetto al 2019; nel 2021 si registra un parziale recupero, fino a circa 4,7 milioni, ancora al di sotto dei livelli pre-Covid.

A partire dal 2022 il sistema turistico regionale non si limita a recuperare la caduta pandemica, ma si va a collocare su una soglia superiore rispetto al passato: con oltre 6,3 milioni di presenze nel 2022 l’Umbria supera per la prima volta in modo stabile la fascia che aveva caratterizzato il periodo 2008–2019. Nel 2023 le presenze si avvicinano ai 6,9 milioni, nel 2024 superano i 7,3 milioni e nel 2025 raggiungono i 7,9 milioni. L’incremento complessivo, pari a oltre 2,7 milioni di presenze (circa il 52%), non si distribuisce in modo lineare, ma si concentra prevalentemente in due fasi: l’espansione dei primi anni Duemila e il successivo innalzamento di soglia maturato nel periodo post-pandemico.

Gli arrivi turistici dal 2000 al 2025

Nel 2000 l’Umbria registra poco più di 1,9 milioni di arrivi; nel 2007 il dato si colloca intorno ai 2,2 milioni. L’incremento nel primo settennio (circa 280–290 mila unità, ~15%) segnala un progressivo ampliamento della platea dei visitatori.

Gli arrivi turistici sono il numero di clienti, italiani e stranieri, ospitati negli esercizi ricettivi nel periodo considerato.

Nel periodo 2008–2019 gli arrivi si collocano entro una fascia compresa tra circa 2 e 2,5 milioni. Le variazioni più evidenti si registrano in coincidenza con alcune fasi critiche, in particolare negli anni successivi alla crisi finanziaria e dopo il sisma del 2016. La fase pandemica incide in modo significativo: nel 2020 il dato scende a circa 1,2 milioni; nel 2021 si registra un recupero parziale (1,7 milioni).

Nel quadriennio 2022–2025 gli arrivi tornano su livelli elevati e cambiano passo: nel 2022 si risale a circa 2,3 milioni; nel 2023 con 2,6 milioni l’Umbria supera il precedente massimo storico, avviando una fase in cui l’aumento non appare più soltanto come recupero. Nel 2024 il dato cresce ancora (circa 2,8 milioni), consolidando la nuova soglia; nel 2025 si oltrepassano i 3 milioni di arrivi: "per la prima volta nella serie compare il '3' davanti al dato annuale", un passaggio che assume anche una valenza simbolica. Tra il 2000 e il 2025 l’incremento supera 1,1 milioni di unità (+59%).

Conclusioni

"L’incremento non si è distribuito in modo uniforme nel tempo: a una prima espansione all’inizio degli anni Duemila è seguita una lunga fase di stabilizzazione attorno a soglie che apparivano difficilmente superabili. Negli anni più recenti tali soglie risultano oltrepassate. Resta da verificare se il livello raggiunto sia destinato a consolidarsi come nuova base strutturale o se rappresenti una fase particolarmente favorevole all’interno di un ciclo più ampio. In ogni caso, il passaggio a una scala quantitativa diversa rispetto a quella di inizio millennio suggerisce che il sistema turistico regionale si trovi oggi in una fase di maturazione più avanzata, con implicazioni che potranno essere osservate nel tempo sul piano organizzativo, territoriale e infrastrutturale", conclude lo studio Aur Il turismo in Umbria nel primo quarto di secolo.

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