terni
Il Pd provinciale è pronto a lanciare una campagna di ascolto sul territorio. “Trasformare la spinta vitale della partecipazione – e del voto – al referendum in un cantiere aperto”. E’ questa la sfida per il prossimo futuro del Partito Democratico della provincia di Terni, che nei giorni scorsi ha riunito l’assemblea – molto partecipata - per fare il punto sull’esito delle urne, analizzato da Jonathan Monti e Gabriele Posti, ringraziare dirigenti e militanti (a farlo, in particolare, il segretario e la presidente Benedetta Baiocco), e lanciare una grande campagna d’ascolto sul territorio. Perché “il referendum non è un punto di arrivo, ora è il tempo di leggere le attese”. Lo ha sottolineato, nella sua relazione, il segretario Carlo Emanuele Trappolino, che ha parlato di prospettiva e speranza, ma soprattutto di un impegno sempre più forte in difesa dei presidi democratici: “Altro che ridurre la democrazia a un albero spoglio; piuttosto irrobustirla, allargarla e arricchirla con nuovi contenuti. La nostra deve essere una democrazia in movimento, in grado di slegare tutte le energie sociali, le potenzialità creative, la capacità di lavoro e d’impresa del nostro Paese”.
Ed è per questo che il Pd si metterà in ascolto, nelle città e nei territori, sui grandi temi dell’oggi, con l’obiettivo di stare dove sono i bisogni e i desideri delle persone. “Solo così sapremo interpretare lo stimolo delle urne – ha aggiunto Trappolino - che ci spinge a coltivare una nuova idealità, dentro cui declinare dibattito e proposta, insieme a un pragmatismo diffuso che ci renda sempre più presenti nelle realtà dove si lavora, si studia, soprattutto dove si manifestano bisogni e aspirazioni”. Ed è per questo che “l’unità che dobbiamo continuare a perseguire deve essere un’unità ideale, oserei dire ideologica. Un’unità nel pluralismo che si nutra di dialogo, inteso come scambio nella parola, nel contributo di tutti e ciascuno. Nella libertà di portare nel confronto posizioni diverse e nella responsabilità, nella trasparenza, di farne la sintesi più alta possibile”. Perché “l’unità costruita sulla base della discussione ha una forza diversa rispetto all’unità costruita sulla base della reticenza. Lo dobbiamo alla nostra democrazia, una democrazia che è impegno, corresponsabilità, battaglia”.
“La strada da fare è ancora lunga – prosegue Trappolino – e occorre percorrerla con un sentimento di coerenza e generosità. Nelle prossime settimane ci impegneremo a dare continuità alla voce viva dei nostri territori e alle persone che quei territori li abitano, per declinare una nuova e condivisa prospettiva di sviluppo da mettere a disposizione della comunità regionale”.
Intanto, dopo l’assemblea comunale di Terni tenuta la scorsa settimana, il lavoro sul territorio continua con le assemblee programmate a Orvieto e nelle altre città della provincia (Narni e Amelia, dove il circolo del centro storico ha già svolto il suo incontro) con l’obiettivo di portare l’analisi del voto e l’iniziativa politica della segreteria su tutto il territorio della provincia.
La campagna d’ascolto vuole essere, invece, la declinazione territoriale della campagna nazionale e si inserisce in un percorso già avviato con l’iniziativa organizzata la scorsa settimana a Terni sulla scuola. Si parlerà di “alternativa nel mondo che cambia”, con focus sui temi della pace, di aree interne, di cultura e saperi, di manifattura, agricoltura, industria e servizi, di welfare e salute, delle città che cambiano.
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