Perugia
Con quel suo sguardo a tutto tondo, arguto al massimo e al tempo stesso ironico al limite della presa in giro, con quel sorriso allargato a tutti i denti, un po’ da Joker e un po’ alla Luca Argentero, le mani in primo piano, in movimento, perché hanno sempre avuto un ruolo importante nelle sue performance, Dario Fo dal video e dalla bella foto scattata anni fa da Guido Harari, è stato sempre presente anche lui nell’affollatissimo incontro organizzato dalla Fondazione Fo-Rame nel Salone d’Onore di Palazzo Donini dove la nipote Mattea con il marito Stefano Bertea hanno annunciato una buona parte delle proposte pensate e realizzate per festeggiare in Umbria i 100 anni dalla nascita del Premio Nobel.
È stato infatti proprio lui ad aprire l’incontro parlando dal video, jullare inimitabile e attore straordinario, iniziando con questa frase da brivido: “Mi dispiace di non essere qui con voi ma mi è stato proprio impossibile. Spero che con i nuovi mezzi della tecnica si possa risolvere questo problema”.
Non solo. Proprio perché diceva spesso: “Io sono un attore dilettante e un pittore professionista”, Fo ha continuato ad essere al centro della scena oltre che con un video pieno di testimonianze eccellenti e con quella sua straordinaria foto che il 24 marzo è stata usata dalle Poste Italiane per diventare un francobollo speciale, anche con uno dei suoi quadri più belli, “La danza degli Zanni” (danza per San Francesco che esce di prigione) del 2009 che è stata scelta come immagine ufficiale dell’edizione di Umbria Jazz 2026.
In occasione del centenario la Fondazione ha realizzato un programma internazionale nutrito con l’obiettivo di raggiungere in un anno 100 Paesi con 100 spettacoli, ma anche un ricco programma nazionale e regionale che sicuramente farà felici i tanti fan di Dario. E per presentarlo ha chiamato a raccolta tutti i rappresentanti delle associazioni culturali e istituzionali coinvolti nel programma, la stampa e ovviamente le autorità: la presidente della Regione Stefania Proietti, il vicepresidente Tommaso Bori, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, il vicesindaco di Gubbio Francesco Gagliardi, il direttore dei Museo dell’Umbria Costantino D’Orazio. Più che una conferenza stampa l’incontro è stato un piccolo ma divertente show nel quale si sono esibiti, tra un discorso e l’altro, ben tre famose attrici: Lucia Vasini, Valentina Ludovini e Gaia De Laurentis che hanno letto brani di alcuni discorsi, tra i più celebri, di Dario Fo e un musicista, Simone “Il poca” Matteucci, nipote del fratello di Franca Rame che ha suonato e cantato “Guardami” con il testo di Dario ritrovato proprio nell’archivio che Franca teneva con minuziosa precisione.
Dedicata a “Fo pittore” si articolerà in quattro sedi: la Rocca Albornoz di Spoleto, il Palazzo Ducale e il Palazzo dei Consoli di Gubbio e Palazzo della Penna a Perugia (sarà dedicata soprattutto ai dipinti su San Francesco). Le mostre saranno accompagnate da un catalogo unico. Bori ha anche annunciato che Giovanna Giubbini ha presentato regolare istanza per riportare il prezioso e ricco archivio Fo-Rame in Umbria, “regione che i miei nonni” ha precisato Mattea “hanno scelto come rifugio creativo, luogo di libertà e di ispirazione, quando insieme a mio padre Jacopo hanno fondato Alcatraz e dove c’è oggi ha sede la Fondazione”.
“Il giullare ribelle. Vita apocrifa di Dario Fo” di Matthias Martelli, con Mattea Fo e Piergiorgio Odifreddi insieme a “Donne! Donne! Donne” di Franca Rame e Dario Fo saranno i due libri che il 16 maggio verranno presentati nello stand dell’Umbria al Salone del Libro di Torino.
Sempre il 16 maggio a Torino, nella sala dei 500 Martelli porterà in scena “Il primo miracolo di Gesù Bambino da Mistero Buffo”. Ovviamente in questo Centenario il teatro farà la parte del leone. Tra gli spettacoli di maggior rilievo “Lu Santu Jullare Francesco” che debuttò tanti anni fa nel cortile della Rocca Albornoziana di Spoleto e verrà prodotta dal Teatro Stabile dell’Umbria in coproduzione con quello di Torino. In autunno al Morlacchi di Perugia è prevista una iniziativa dedicata a Franca Rame e al suo impegno sui diritti delle donne con lo spettacolo “Lo stupro” che avrà come protagonista Ambra Angiolini mentre al Teatro Pavone in inverno arriverà “Morte accidentale di un anarchico” con Lodo Guenzi nel ruolo del Matto. Saranno tanti anche gli altri testi della coppia Fo-Rame che verranno realizzati da Mario Pirovano, Ugo Dighero e Gilberta Crispino in parecchi teatri umbri e italiani.
Sarà articolato in 4 sessioni da ottobre in poi, a Milano, Roma, Pisa e in Umbria, alla Libera Università di Alcatraz. Titolo: "Quel che rimane: l’eredità di Fo e di Rame, la traduzione del teatro politico, l’archivio come luogo di azione, l’Umbria come casa creativa". In occasione della tappa umbra è previsto a Perugia anche l’evento: «100 anni con Dario Fo: qui si fa teatro», una somma dei 10 anni dalla scomparsa di Dario insieme ai 100 anni dalla nascita. Sarà organizzato in collaborazione con la Compagnia Teatrale Fo Rame.
Oltre al manifesto di Umbria Jazz la musica farà parte del grande cartellone del Centenario con una collaborazione stretta con L’Umbria che Spacca e con il Teatro Sociale di Amelia. Molto largo sarà il coinvolgimento del territorio perché quasi nessuno si è tirato indietro. A cominciare dal Cinema Postmodernissimo, dal Festival di Montone, dal Festival di Todi, da Eco Sanfra. “Quest’anno di celebrazioni - ha concluso Mattea Fo - non sarà una serie di rituali vuoti ma un’occasione per restituire forza e dignità alle voci di due grandi personalità scomparse rendendo i loro messaggi attuali anche in futuro”.
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