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Dalla bottega di un giovane scultore eugubino nasce “Franciscus”: l’opera dedicata a San Francesco nell’anno dell’ottocentenario

Claudia Boccucci

08 Aprile 2026, 18:16

Dalla bottega di un giovane scultore eugubino nasce “Franciscus”, l’opera dedicata a San Francesco nell’anno dell’ottocentenario

Il messaggio di San Francesco arriva anche ai più giovani, fin dentro le mura di una bottega in Via Venata, a Gubbio. Il proprietario è il 27enne Gianluca Ghirelli, un giovane scultore eugubino che in occasione delle celebrazioni per l'ottocentenario della morte di San Francesco ha voluto omaggiare il Poverello di Assisi con una scultura in ceramica biscotto (non smaltata), “in perfetto stile francescano”. Tre mesi di lavoro per dare forma a un’opera “perfetta nella sua imperfezione”. “L’idea è nata guardando la tomba di Papa Francesco, su cui si legge la scritta 'Franciscus' – spiega Ghirelli .- Siamo abituati ad apprezzare lo sfarzo, ma da cattolico credo che sia la semplicità a trasmettere i valori autentici della Chiesa”.

L’essenzialità è il vero fil rouge dell’opera in cui San Francesco e il lupo si fondono in simbiosi con la città: “L’animale tiene Gubbio tra le zampe, mentre il Santo si inginocchia per esprimere la propria devozione al patrono Sant’Ubaldo. Al suo interno la scultura è vuota, ma in fase di cottura il calore continua a modellare la ceramica formando delle splendide imperfezioni. Sono ancora alla ricerca di un basamento che rispetti la semplicità di ‘Franciscus’. Non amo le chiese barocche, la mia arte è fatta di pochi fronzoli. Ho sempre condiviso i concetti di semplicità e povertà espressi nel Vangelo. Per questo ho voluto realizzare una scultura che fosse il più possibile fedele al messaggio di Francesco”.

Il diploma in arti figurative conseguito all'indirizzo artistico del polo liceale "Giuseppe Mazzatinti" di Gubbio e la laurea in scultura all'Accademia di Belle Arti "Pietro Vannucci" di Perugia hanno alimentato il bagaglio culturale di Gianluca, che fin dalla tenera età non ha mai nascosto il suo amore per questo antico mestiere: “Ho iniziato da bambino a lavorare l'argilla, ma ciò che mi stimola è la filosofia dietro all'artista e scoprire che in ogni opera si nasconde un modo di pensare unico nel suo genere. Il bello di un lavoro artistico è che non finisce mai, persino Leonardo Da Vinci non terminò mai la sua Gioconda. Crescendo, anche il lavoro si arricchisce di elementi".

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