Orvieto
Il comitato orvietano per la salute pubblica consegnerà in Regione le 13.950 firme raccolte per chiedere il potenziamento del Santa Maria della Stella. Un’iniziativa nata dal basso che ha saputo coinvolgere cittadini di ben 33 Comuni tra Umbria e Lazio, confermando il ruolo strategico del presidio sanitario per un’area vasta e articolata, oltre i confini regionali.
Il bacino di utenza dell’ospedale di Orvieto si estende, infatti, da Città della Pieve a nord fino ai Comuni intorno al lago di Bolsena a ovest, passando per Penna in Teverina ad est e Montefiascone a sud.
Una posizione baricentrica che lo rende un punto di riferimento imprescindibile, anche in virtù della sua collocazione lungo una delle principali arterie autostradali italiane e in un territorio con un’alta presenza di popolazione anziana.
La petizione popolare, sostenuta anche sui social attraverso l’hashtag #firmaperlospedalediorvieto, sarà formalmente consegnata all’Assemblea legislativa umbra domattina, alla presenza della presidente della Regione, Stefania Proietti.
Un passaggio simbolico e politico che punta a richiamare l’attenzione delle istituzioni su una struttura considerata fondamentale, unico Dea di primo livello in un raggio di circa 60 chilometri.
Le richieste avanzate dal comitato si articolano su due livelli.
Da un lato, interventi essenziali per garantire standard adeguati: piena operatività dell’unità di Terapia intensiva cardiologica, attivazione del reparto di Urologia e ampliamento del Pronto soccorso. Dall’altro, una visione strategica che guarda al futuro, con l’obiettivo di rendere l’ospedale attrattivo per nuovi professionisti e polo di eccellenza per alcune specialità, come la Chirurgia ortopedica e oculistica, oltre all’attivazione di un reparto con sezioni dedicate all’Ortogeriatria.
Al centro resta la questione del personale. Il Comitato chiede un rafforzamento degli organici, la stabilizzazione dei lavoratori e il superamento del sistema dei medici a gettone, oltre alla copertura dei primariati mancanti in reparti chiave come Ostetricia e Ginecologia, Pediatria e Ortopedia.
Una carenza non più sostenibile per un presidio che rappresenta un punto nevralgico per la sanità territoriale.
La consegna delle firme si preannuncia come un momento di forte unità istituzionale, con la partecipazione di numerosi sindaci dell’area interna sud-ovest Orvietano e dei Comuni limitrofi del Viterbese.
Un fronte compatto, al di là delle appartenenze politiche, per chiedere un cambio di rotta dopo anni di progressivo ridimensionamento. “Un ospedale di confine efficiente - sottolineano i promotori - può ridurre sensibilmente la mobilità passiva, trattenendo i pazienti sul territorio e invertendo una tendenza che negli anni ha penalizzato l’intero sistema sanitario locale.
Per questo, la richiesta alla Regione è di investire e valorizzare la struttura”.
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