TERNI
All’alba, tra banchine affollate e ritardi che si accumulano, si ripete ogni giorno la stessa scena per migliaia di pendolari diretti a Roma. Un sistema ferroviario ormai al limite della tollerabilità, denuncia il comitato spontaneo Vita da pendolari, che parla apertamente di un servizio “fuori controllo e inaccettabile”.
Ritardi cronici, tratte deviate sulla linea lenta con allungamenti dei tempi superiori ai 30 minuti, soste prolungate a Roma Tiburtina e Orte per dare precedenza all’alta velocità.
Per lavoratori e studenti pendolari pianificare gli spostamenti quotidiani è sempre più difficile.
A fronte di costi in aumento per biglietti e abbonamenti, il servizio continua a peggiorare, alimentando un disagio che il comitato spontaneo definisce ormai un vero “problema economico e sociale”. Intanto i treni da Terni continuano a fermarsi ai binari 1 e 2 Est con notevoli distanze da percorrere a piedi per uscire dalla stazione di Roma Termini.
Al centro delle critiche c’è anche la recente decisione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha dato il via libera all’assegnazione di 18 nuove tracce orarie al gruppo ferroviario francese Sncf. Una scelta che, secondo i pendolari, rischia di aggravare ulteriormente una situazione già critica.
Più traffico sull’infrastruttura, infatti, significa meno spazio per i treni regionali e una gestione della circolazione sempre più sbilanciata a favore dell’alta velocità. È proprio su questo punto che si concentra la denuncia del comitato spontaneo: la decisione dell’Agcm, anziché riequilibrare il sistema, finirebbe per penalizzare ulteriormente il trasporto pubblico locale, colpendo chi non ha alternative all’uso quotidiano del treno.
“Ancora una volta i pendolari - spiega Erica Petralla, del comitato Vita da pendolari - pagano il prezzo più alto. L’alta velocità continua ad avere la priorità mentre per chi viaggia ogni giorno per lavoro o studio si accumulano ritardi, disagi e incertezze. È evidente che il sistema così non regge più. La decisione dell’Agcm di assegnare nuove tracce rischia di aggravare la situazione: invece di riequilibrare il sistema, si sottrae spazio al trasporto pubblico locale, colpendo direttamente chi non ha alternative”.
Nel frattempo, viene accolta positivamente la scelta dell’assessore regionale Francesco De Rebotti di sospendere la firma del rinnovo dell’accordo quadro con Trenitalia, chiedendo garanzie più concrete. Un segnale importante, ma non sufficiente.
Il comitato spontaneo chiede infatti un’azione coordinata anche da parte delle Regioni Lazio, Toscana e Marche, per evitare che interventi isolati indeboliscano ulteriormente i territori. “La posta in gioco” - concludono dal Comitato spontaneo - non riguarda solo i trasporti, ma il futuro economico e sociale delle comunità. L’appello finale è netto: basta rinvii.
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