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Clown in corsia all'ospedale di Città di Castello: sorrisi e giochi per i pazienti di Pediatria

I volontari della Croce Bianca portano doni e leggerezza ai bambini ricoverati in ospedale. Gli organizzatori: “Vogliamo rubare una risata oltre la paura”

08 Aprile 2026, 13:06

Clown in corsia all'ospedale di Città di Castello: sorrisi e giochi per i pazienti di Pediatria

Nasi rossi, giochi e piccoli regali per portare leggerezza in corsia.

Le volontarie e i volontari della Barabas Clown, gruppo della Pubblica Assistenza Tifernate Croce Bianca, sono tornati nel reparto di Pediatria dell’ospedale per una visita speciale, tra orsetti e dolciumi distribuiti ai bambini ricoverati.

Un’iniziativa che punta a rendere meno difficile il tempo della degenza, trasformando per qualche ora l’ambiente ospedaliero in uno spazio di gioco e relazione.

I volontari, con cesti pieni di peluche e scatole di cioccolato, hanno incontrato i piccoli pazienti portando sorrisi e momenti di distrazione.

“L’obiettivo è ‘rubare’ un sorriso alla paura”, spiegano dalla Croce Bianca.

Un modo per ricordare che anche in ospedale resta fondamentale il diritto alla spensieratezza, soprattutto per i più piccoli.

“La presenza dei clown diventa così parte di un percorso di cura che non riguarda solo l’aspetto clinico, ma anche quello umano”, si legge in una nota.

La Barabas Clown rappresenta da tempo l’anima più ludica dell’associazione tifernate, impegnata non solo nei servizi di emergenza ma anche in attività di sostegno alla comunità.

La clownterapia, in questo senso, si conferma uno strumento efficace per creare vicinanza ed empatia e alleviare le difficoltà della degenza.

“Ancora una volta – continua la nota diffusa dai promotori a margine dell’iniziativa - la Croce Bianca Tifernate si dimostra pilastro fondamentale della comunità. Oltre ai servizi di emergenza e assistenza, è proprio attraverso queste attività di clownterapia e vicinanza emotiva che il legame con la città si fa indissolubile”.

“Un ringraziamento speciale va a questi uomini e donne che, con la loro presenza costante, rendono il reparto di Pediatria un posto meno timoroso e decisamente più colorato”, concludono gli organizzatori della visita.

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