È stato un ponte pasquale all’insegna dell’arte e della partecipazione quello vissuto a Città di Castello, dove oltre mille persone hanno scelto di immergersi nell’offerta culturale cittadina. Il Biglietto unico si conferma una formula vincente, capace di mettere in rete i principali luoghi d’interesse e di attirare un pubblico sempre più ampio. Tra venerdì 3 e lunedì 6 aprile, più di 600 visitatori hanno approfittato del ticket cumulativo per accedere alla Pinacoteca comunale di Città di Castello, al Museo diocesano, al Campanile cilindrico e all’Oratorio di San Crescentino. La Pinacoteca da sola ha registrato 400 ingressi, con un picco di 200 presenze nella giornata di lunedì. Proprio qui si è tenuto il primo appuntamento della rassegna “Musica al Museo”, che ha inaugurato il calendario di eventi primaverili. Protagonista il flautista Roberto Fabbriciani, che ha proposto un percorso musicale culminato in un omaggio a Nuvolo, nel centenario della nascita. Un concerto itinerante molto partecipato, che ha aperto la strada ai prossimi appuntamenti del 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno.

Numeri importanti anche per il Museo diocesano di Città di Castello, che ha accolto oltre 220 visitatori, e soprattutto per il Chiostro di San Domenico, che ha superato quota 500 ingressi, confermandosi una riscoperta apprezzata a poche settimane dalla riapertura. Grande partecipazione anche per le attività dedicate alle famiglie. A Villa Capelletti, il laboratorio “Caccia all’Uovo” ha coinvolto bambini e genitori in una giornata tra tradizione e creatività, con la realizzazione di cestini pasquali e giochi all’aria aperta.

Soddisfatta l’assessore alla cultura Michela Botteghi, che sottolinea come arte e animazione culturale siano oggi i veri motori dell’attrattività territoriale. Il successo del Biglietto unico, spiega, rappresenta una buona pratica di collaborazione tra istituzioni e realtà culturali, rafforzata anche dalla rete museale e dalle iniziative di artisti e creativi locali. Sulla stessa linea Federica Tarducci, che evidenzia come la crescita delle presenze sia il risultato di un lavoro strutturato, capace di valorizzare il patrimonio in modo unitario e di restituirlo come espressione concreta dell’identità del territorio. Tra mostre, concerti e attività per tutte le età, il messaggio è chiaro: quando la cultura viene proposta con serietà e visione, la risposta arriva. E senza bisogno di effetti speciali.
