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Perugia, le nostre piazze vuote in cerca di contenuti

Claudio Sampaolo

06 Aprile 2026, 11:05

Perugia, le nostre piazze vuote in cerca di contenuti

Girando in città, specialmente andando a piedi, si ha la possibilità (ma bisogna essere curiosi, molto curiosi) di vedere e annotare anche situazioni rilevanti, in positivo e in negativo, come palazzi vuoti da anni, lasciati in completo abbandono o parchi pubblici, come quello di Sant'Anna, ben curati e pieni di adolescenti impegnati in sfide di calcetto o basket, in controtendenza con chi predilige la testa bassa sullo smartphone.

Poi ci sono le piazze vuote, disabitate e disoccupate, lasciate lì ad aspettare tempi migliori, come quelle del Bacio o del Circo, che tutti conoscono e sulle quali torneremo.

Il “primato” cittadino, però, spetta sicuramente alle due piazze pedonali di forma quasi ovale, 6 mila metri quadri di superficie, che costituiscono il tetto del parcheggio di Piazzale Europa (595 posti a disposizione) progettato e realizzato tra il 1996 e il 1999.

Quella che doveva diventare una delle porte della città, con tanto di collegamenti meccanizzati (cinque rampe di scale mobili e tre di ascensori fino alla stazione di Sant'Anna) e la possibilità di fruire di ampi spazi per mercati e manifestazioni, è stata sfruttata solo a metà. A nostra memoria le due piazze, dotate anche di una preziosa copertura in rame e alluminio, hanno raramente ospitato eventi da ricordare, pur disponendo dei succitati posti auto e di due strade che girano attorno, consentendo a eventuali furgoni di caricare e scaricare agevolmente stand e merci varie.

Una necessità che quasi sempre è negata in altre situazioni molto più complesse, specialmente all'interno dell'acropoli. Per la cronaca, un'opera costata 14 miliardi di lire, circa 110 mila euro di oggi.

Diverso il discorso per Piazza del Circo, che per nove anni ha funzionato come “mercato scoperto”, supportando i commercianti che avevano dovuto lasciare, causa lavori, i loro posti all'interno di quello Coperto. Di fatto, riposizionate le caselle, dal 31 dicembre del 2023 la piazza è rimasta vuota.

Infine, la situazione storicamente più complessa: la desertificazione di Piazza del Bacio, all'interno del Broletto, che è lì senza occupazione stabile dalla sua nascita, 38 anni fa.

Sappiamo bene che ogni amministrazione ha provato a trovare soluzioni per farla vivere, ma come arrivare ad un punto di sintesi è opera quasi impossibile.

Recentemente, con un lungo articolo su questo giornale, Marcello Panettoni ex assessore comunale (e molto altro) in quota Pci, ha proposto di finire l'opera di Aldo Rossi con lo steccone mancante lungo via Angeloni, “ma con appartamenti più grandi per riportare le famiglie”, di costruire un centro polifunzionale nel lato nord, al posto del teatro previsto dal progetto ed altre “opere di carattere infrastrutturale” per collegare più agevolmente i quartieri di Madonna Alta e Bellocchio, oltre che Fontivegge, via Angeloni e via Canali.

Le cose più ardue da mettere in campo, ad essere sinceri, avendo costruito il Broletto prima delle strade.

Meritano di essere citate anche le tesi di laurea di 15 studenti di Ingegneria (docente Paolo Belardi) sulla riorganizzazione del quartiere di Fontivegge, datate 2010. Perché tra le varie proposte (tipo una torre di 30 piani al posto dello steccone mancante), una sola ha messo d'accordo tutti: abbattere l'edificio ex Upim, ora palestra McFIT (“l'unico che non appartiene al progetto di Aldo Rossi”) per ricreare anche visivamente l'accesso dalla stazione a piazza del Bacio.

Come dire che i giovani, quasi sempre, sono drasticamente più pratici della politica e della burocrazia.

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