ASTRONOMIA
Daniele Gasparri, astrofisico, e Cristiano Cinti
Gli astronauti in viaggio verso la luna visti dall’Umbria. Mentre l’umanità torna protagonista dell’esplorazione lunare con la missione Artemis II, il Gruppo astrofili Monte Subasio firma un risultato di tutto valore scientifico e documentaristico. Nelle prime ore del 4 aprile, l’osservatorio astronomico di Porziano è riuscito a tracciare e fotografare la capsula Orion durante la sua fase di allontanamento dalla terra.

Daniele Capezzali che indica la fotografia
“Mentre le prime fasi del lancio sono state documentate da grandi telescopi professionali siti nell'emisfero australe, la ripresa dell'osservatorio di Porziano rappresenta una delle prime documentazioni al mondo della capsula nella sua fase di crocièra trans-lunare profonda, ed è con ogni probabilità la prima immagine ottenuta dal suolo italiano da quando Orion ha superato la soglia dei 200.000 km dalla terra", fa sapere Cristiano Cinti, segretario del Gams.
L’osservazione, condotta dal vicepresidente Daniele Capezzali, tra le 01.30 e le 03.47, all’osservatorio di Porziano, ha individuato la navicella nel cuore della costellazione dello Scorpione. Al momento del rilievo, Orion si trovava a oltre 218.000 km dalla Terra e a più di 226.000 km dalla Luna, viaggiando a una velocità di circa 1,39 km/s.
“L’immagine ottenuta rappresenta non solo una testimonianza visiva di grande impatto, ma anche un dato scientifico di rilievo: la capsula mostrava una magnitudine apparente di circa 14.0, un segnale estremamente debole che ha richiesto strumentazione di alto livello e notevole precisione di puntamento. Tale risultato è stato possibile grazie ai lavori di ristrutturazione e ammodernamento dell’osservatorio svolti nel 2025,” commenta il presidente Paolo Chifari, “resi resi possibili da un bando della Fondazione Perugia, che ci ha permesso di potenziare la nostra strumentazione”.
“Eppure, accanto all’emozione, non è mancato il rumore,” fa sapere Cinti. “Commenti ironici e negazionisti hanno invaso la rete: non si trattava più di dubbi costruttivi, ma di una banalizzazione sempre più vuota della realtà scientifica.”
Ma la scienza non si discute. La scienza si misura. Si osserva. Si dimostra.
“E anche se non ce ne sarebbe alcun bisogno, abbiamo deciso di rispondere nel modo più semplice e più potente possibile: con i dati. Nelle ore successive al lancio, dall’osservatorio Astronomico di Porziano abbiamo seguito e registrato il passaggio della capsula Orion, realizzando una sequenza di 72 immagini che ne documentano il movimento reale nello spazio, a oltre 200.000 chilometri dalla Terra”, conclude il segretario Gams.
Non un’interpretazione. Non un’opinione. Un’osservazione.
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