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Viaggio nell’inferno dantesco tra parole e note in omaggio a Cicioni

Martedì alle 21 al San Domenico la lectio Dantis con il narratore Guglielmo Tini e il noto pianista Marco Scolastra con dedica all’avvocato e scrittore folignate

04 Aprile 2026, 17:43

Viaggio nell’inferno dantesco tra parole e note in omaggio a Cicioni

La Divina Commedia di Dante torna a vivere in “Una serata… d’Inferno” che martedì, alle 21, vedrà sul palco dell’Auditorium San Domenico, l’ormai rodato duo formato da Guglielmo Tini, narratore e fine conoscitore dell’opera del Sommo Poeta, e il noto pianista Marco Scolastra. Una serata, a ingresso gratuito, che porta con sé una dedica speciale: un omaggio a Luciano Cicioni, avvocato e scrittore folignate scomparso nel 2022.

Una serata… d’Inferno sarà una lectura dantis con musica che propone un viaggio, “infernale”, emozionante e coinvolgente, sui versi della prima Cantica della celebre opera. La pièce, realizzata con il sostegno della famiglia Cicioni, con il patrocinio dell’Università della Terza Età e del Comune di Foligno, vedrà le pagine dantesche interpretate e “narrate” da Tini, con i più celebri racconti e le figure di Dante, Virgilio, Francesca e Paolo, Farinata degli Uberti, il Conte Ugolino.

Alla voce di Tini/Dante si intreccerà la musica di Marco Scolastra sulle note di Bach, Mozart, Chopin, Liszt, Rossini, Pappalardo, Satie, Casella, Piana, dai classici ai contemporanei: “Perché Dante è così, senza confini”“Per questo nella scelta dei brani mi sono fatto guidare dalla connessione emotiva con i versi” - commenta il pianista -. A volte ho inserito pezzi già dedicati dai compositori alla Divina Commedia, per altri ho seguito il filo delle mie emozioni”. Musica e parole per un “Itinerario di emozione e pensiero nella sconcertante attualità del nostro più grande Poeta” - commenta Tini -. Il grande dramma dei dannati è la solitudine. Una solitudine nata da una scelta, consapevole o meno. Un po’ come accade oggi, dove sempre più ognuno vive nella propria nicchia”.

Una vera passione per la poesia e per Dante la nutriva anche l’avvocato Luciano Cicioni, che amava definirsi “Giullare della poesia”, e che ha lasciato molte opere in versi tra cui Quintaneide, poema epico satirico cavalleresco in ottava rima, e A Foligno. Poema di diciotto canti in ottava rima nel quale si tratta della città della sua storia, dei monumenti, degli abitanti, nonché degli uomini che l’han resa illustre e di tutti i principali fatti pertinenti, Fisiognomica. Ipotiposi giuristico-forensi. Avvocati, magistrati, ausiliari, testimoni, clienti, studi, cause, udienze, sentenze, ermellini e via dicendo in 70 sonetti, Le vispe terese, crestomazia apocrifa monotematica.

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