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Nuova mossa nella saga dei Colaiacovo: uscita da Ecosuntek. Per Financo cessione del 25% assicurata

Vendita di partecipazioni anche in Birra Flea e in un impianto fotovoltaico da 3 megawatt in Romania. Operazione da 20 milioni di euro

Alessandro Antonini

04 Aprile 2026, 09:40

Nuova mossa nella saga dei Colaiacovo: uscita da Ecosuntek. Per Finanzo cessione assicurata

Ubaldo Colaiacovo

Nuove mosse nella saga economico-giudiziaria della famiglia eugubina del cemento: i Colaiacovo. Ubaldo Colaiacovo - amministratore delegato con deleghe specifiche del gruppo Colacem - esce da Ecosuntek, la società gualdese di produzione e vendita di energia rinnovabile dell’imprenditore Matteo Minelli. Esce anche da Birra Flea e da un impianto fotovoltaico da 3 megawatt in Romania. La società Fin.Doc., riconducibile appunto a Ubaldo Colaiacovo, è fuoriuscita dal capitale sociale lasciando la maggioranza a Minelli. L’operazione viene ricostruita sulla base delle informazioni fornite dalla società.

Dieci anni fa Ubaldo Colaiacovo aveva deciso di entrare nel settore dell’energia, con una partecipazione del 50% in Ecosuntek insieme a Matteo Minelli, che deteneva l’altra metà delle quote.

Dopo un percorso di attività e specializzazione nel settore dell’energia, l’azienda è arrivata a una situazione definita “ottimale” con oltre un miliardo di fatturato. La società, insomma, sta andando bene e l’assetto interno è stato riorganizzato, con il rafforzamento della posizione di Matteo Minelli.

Nell’operazione è stato ceduto il 35% delle quote inizialmente detenute da Colaiacovo. Minelli aveva l’altro 35%, il 10% è di Matteo Passeri e il 17% era sul mercato. Ceduti anche il 50% delle azioni di Birra Flea e la metà delle partecipazioni di un impianto fotovoltaico da 3 megawatt situato in Romania. L’incasso per Colaiacovo ammonta a circa 20 milioni. La società principale, Ecosuntek, capitalizza 40 milioni e l’uscita è avvenuta con una quota parametrata all’originario 50%.

Da fonti eugubine viene escluso che l'operazione abbia un collegamento diretto con la cessione delle azioni in Financo, la holding dell’intero gruppo. Per la serie: fare cassa per esercitare il diritto di prelazione nei confronti del 25% delle quote di Giuseppe Colaiacovo. Quella è un’altra questione, è vero. Ma è chiaro che in questa vicenda tout se tient, direbbero i francesi. Le interconnessioni sono nei fatti.

Nell’ultima udienza in tribunale (dove Pasquale Colaiacovo ha chiesto la liquidazione a seguito dello stallo che ha portato alla mancata approvazione di due bilanci di fila, ndr) è stato assicurato davanti al giudice che, comunque vada – sia in caso di prelazione da parte del ramo del patron Carlo sia in caso di entrata dell’imprenditore blogger Gianluca Vacchi –, il 25% delle quote sarà ceduto in tempi rapidi. Un passaggio considerato “rilevante” in una fase di ridefinizione degli equilibri societari.

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