Sabato 04 Aprile 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Attualità

Confcooperative: “Vince l’Umbria più autentica”

I vertici regionali raccontano un territorio accessibile, accogliente e consapevole

04 Aprile 2026, 17:50

Confcooperative: “Vince l’Umbria più autentica”

Non è soltanto una meta: l’Umbria si conferma sempre più una scelta. I dati sul traffico web e sulle ricerche online la collocano tra le regioni italiane più desiderate per le festività pasquali, segno di un interesse crescente verso destinazioni capaci di offrire autenticità, qualità della vita e sostenibilità. E mentre lo scenario internazionale resta attraversato da tensioni geopolitiche e incertezze economiche che rischiano di incidere sui flussi turistici globali, il cuore verde d’Italia rilancia la propria identità: accessibile, accogliente, profondamente radicata nei suoi valori. Una terra che intercetta un turismo sempre più consapevole, orientato all’esperienza più che al semplice consumo.

A dare voce a questa narrazione sono il presidente di Confcooperative Umbria Carlo Di Somma, il segretario Lorenzo Mariani, il presidente Confcooperative Fedagripesca Massimo Sepiacci e Andrea Rossi al vertice di Confcooperative cultura-turismo e sport.

Carlo Di Somma lo dice con chiarezza: “Pasqua per il sistema cooperativo rappresenta un’occasione concreta per dare valore ai territori. In un contesto internazionale incerto, la cooperazione dimostra tutta la sua capacità di resilienza, promuovendo un turismo radicato, esperienziale e sostenibile. Pasqua diventa così il momento ideale per riscoprire un’Italia autentica, fatta di relazioni, comunità e qualità diffusa”. È una visione che trova nella tavola uno dei suoi linguaggi più immediati.

Massimo Sepiacci rivendica la forza di un modello che tiene insieme passato e futuro: “La capacità di tenere insieme tradizione e innovazione è ciò che distingue l’offerta agroalimentare cooperativa. Le nostre cooperative garantiscono filiere corte, qualità certificata e rispetto dell’ambiente. Le tavole umbre di Pasqua raccontano tutto questo: dalle carni locali ai formaggi, dai legumi ai vini cooperativi, fino al pescato del Trasimeno. È un patrimonio che unisce gusto e responsabilità”.

Lorenzo Mariani disegna una mappa emotiva prima ancora che geografica: “Oggi il visitatore cerca emozioni vere e l’Umbria è in grado di offrirle attraverso un sistema diffuso di esperienze”. E snocciola esempi che parlano da soli: “Accanto a realtà già consolidate come l’Oasi naturalistica La Valle di San Savino sul Trasimeno e la Foresta fossile di Dunarobba, oggi possiamo proporre anche esperienze ad alto valore emozionale come il Ponte Tibetano di Sellano, tra i più spettacolari d’Europa, e le Cascate delle Marmore, uno dei siti naturalistici più iconici del Paese, valorizzati anche grazie al lavoro delle cooperative”. Un racconto che si completa con una rete di ristorazione capace di trasformare il territorio in cultura del gusto e poi musei, cammini, borghi, luoghi della cultura.

Andrea Rossi raccoglie il filo e lo porta sul terreno dell’accoglienza: “Si traduce in un’ospitalità diffusa e coerente con i valori cooperativi. Non si tratta solo di dormire o mangiare, ma di vivere un’esperienza completa: luoghi recuperati, comunità coinvolte, relazioni autentiche”. Un’offerta ampia, che va “dalle strutture nei borghi storici agli agriturismi sociali, fino alle realtà legate alle diocesi”, e che trova nel 2026 un ulteriore elemento di slancio. “Il 2026 segna gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, una ricorrenza di straordinaria rilevanza spirituale e culturale - sottolinea Rossi - È un’opportunità importante, che va accompagnata con qualità dell’accoglienza e capacità organizzativa”.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie