GRAFFITI
Sabato 18 aprile, durante la presentazione del suo libro-dossier sulla Perugia che verrà, l’ingegnere Fabio Ciuffini ha fatto anche una breve, ma significativa riflessione sul Brt e sulla mancata sperimentazione, “sempre necessaria per mettere in campo nuove forme di mobilità”. Spiegando poi che a suo avviso: “...prima di realizzare questa opera sarebbe stato utile effettuare delle prove su strada, per esempio far girare i bus attuali, con frequenza di 10’-15’ lungo il percorso che dovrà fare il Metrobus. E scoprire se i cittadini-utenti avrebbero gradito un simile servizio”. È stata fatta questa sperimentazione? No, tutti i dati disponibili sulle previsioni dei passeggeri futuri derivano da algoritmi e statistiche rilevate lungo i 12,5 km del nuovo percorso, ma, ha chiosato Ciuffini: “per lasciare l’auto a casa e decidere di salire sul mezzo pubblico non bisogna convincere le vetture, ma chi le guida. Dunque, sapere quante auto circolano, in quali ore, in quali snodi, eccetera non serve praticamente a nulla”.
A dirla tutta nemmeno per il Minimetro era stata fatta una sperimentazione, ancorché tecnicamente impossibile. Infatti, partendo dai soliti algoritmi è uscito fuori un clamoroso errore di calcolo sui possibili utenti, passati poi, alla resa dei conti, dai 20mila stimati a 8.000 (che poi sarebbero “validazioni”, cioè timbri su ogni singolo biglietto). Un disallineamento economico che è costato mediamente 10 milioni di euro l’anno a noi cittadini, che diventeranno 11 per il 2026 e 2027. Del resto, basta fare una semplice moltiplicazione per verificare che la differenza di introito tra 8.000 e 20mila è all’incirca 7 milioni.
Torniamo al Brt. Qualcuno ha chiesto a comitati, pro loco o altri raggruppamenti di cittadini/commercianti di Castel del Piano, via Penna, San Sisto, Casenuove, via Settevalli eccetera cosa ne pensassero? Per ipotesi: è stato fatto girare un questionario (o simile) al Santa Maria della Misericordia tra i circa 3mila dipendenti (ospedalieri e universitari), oppure tra i 2.500 studenti e insegnanti del polo didattico di Medicina? Non risulta.
Nero su bianco, invece, c’è il “progetto di fattibilità tecnica” del gennaio 2021, che si rifà ad un “modello di micro-simulazione realizzato all’interno dell’ambiente PTV VISSIM, versione 21”. Qualunque cosa voglia dire nessuno lo ha spiegato in italiano corrente. Algoritmo o AI che sia, è chiarissima la conclusione (che qui sintetizziamo): la stima è di 22.466 biglietti al giorno su una popolazione, entro 300 metri dal percorso, di circa 37.500 abitanti. Infine la stima delle stime: si ritiene che 2.947 automobilisti l’ora passeranno dalla propria vettura al Brt, per un totale di 17.188 al giorno e più di 5 milioni l’anno.
A beneficio di chi ritiene che per disquisire di queste cose ci voglia una laurea specifica, possiamo copiare e incollare l’analisi del giornale online “La voce.info”, fondato da Tito Boeri (economista di sinistra, se può servire), che risale al 2010 e si riferisce al Minimetro: “pur in presenza di investimenti significativi, le grandi opere urbane recentemente realizzate comportano ricadute piuttosto modeste in termini di modifica della domanda complessiva di mobilità e della ripartizione modale fra trasporto individuale e collettivo. Inoltre, le stime di costo e di domanda utilizzate in fase di decisione sono spesso errate: quasi sempre sottostimate le prime e sovrastimate le seconde”.
Morale? Nonostante tutto tiferemo perché il Brt funzioni. Di salassi basta e avanza quello del Minimetro.
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