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Voli a rischio per l’estate, carenza di carburante e piani d’emergenza per Ryanair e Lufthansa. Cosa sta succedendo

Redazione Web

02 Aprile 2026, 16:13

Voli a rischio per l’estate, carenza di carburante e piani d’emergenza per Ryanair e Lufthansa. Cosa sta succedendo

Un’estate tutt’altro che spensierata quella che si preannuncia per le compagnie aeree, che con il protrarsi della chiusura dello Stretto di Hormuz provocata dal conflitto in Iran, dovranno fare i conti con la carenza di cherosene. L’estate dei vacanzieri è in mano alle sorti della Rong Lin Wan, la petroliera lunga 250 metri che in questi giorni costeggia l’Africa occidentale. Quando la nave raggiungerà il porto di Rotterdam il prossimo 9 aprile, porterà con sé l’ultimo carico di cherosene destinato all’Europa. La nave infatti ha fatto giusto in tempo ad attraversare lo Stretto di Hormuz prima della chiusura da parte dell’Iran. Dopo di essa non arriverà più carburante. La notizia arriva dal Corriere della Sera, che ha riportato le parole del capo delle operazioni di una delle più grandi aviolinee: "Secondo le nostre proiezioni, da fine aprile, inizio maggio, ci ritroveremo con la metà del cherosene a disposizione in Europa. Forse riusciamo a guadagnare 3-5 settimane ricorrendo a una parte delle scorte strategiche e ritardando le operazioni di pulizia delle raffinerie, che di solito avvengono in primavera. Ma non sarà sufficiente".

La reazione delle compagnie aree

Ryanair e Lufthansa sono state tra le prime a lanciare l’allarme e ipotizzare conseguenti piani d’emergenza. L’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary, a Sky News ha rivelato: "Non c'è alcun rischio per le forniture, se la guerra finisce e lo Stretto di Hormuz riapre entro la metà o la fine di aprile. Se la guerra continua e le interruzioni persistono, riteniamo che una quota limitata, forse il 10%, 20% o 25% delle nostre forniture, possa essere a rischio tra maggio e giugno". Le conseguenze potrebbero ripercuotersi su una cancellazione dei voli e su una riduzione della capacità disponibile. Lufthansa, d'altro canto, ipotizza il fermo di 20 o 40 aerei, oltre al prezzo del biglietto destinato a crescere.

Produzione e fabbisogno in Italia

Stando all’analisi del Corriere sui dati ufficiali, nel 2025 l’Italia, di fronte a una produzione locale di circa 674 mila barili di jet fuel al giorno, ne ha consumati 1,3 milioni (quasi il doppio), importando in questo modo circa la metà del fabbisogno giornaliero.

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