narni
È uno dei lavori più attesi da sempre e servirà davvero tanto per alleggerire il traffico di Narni Scalo che da decenni insiste in maniera copiosa su via Tuderte. Martedì scorso, alle 18, c’è stata una prima apertura della bretella che collega via Capitonese alla zona alta di via Tuderte. Una parallela che potrà sviluppare una viabilità alternativa funzionale e con effetti positivi su una parte importante della città del Gattamelata.
Non è stata una vera e propria inaugurazione quella di martedì, però. Per ora, assicurano dall’amministrazione comunale, si è pensato ad una prima apertura che, comunque, rende la strada percorribile al cento per cento. I lavori non sono ancora completamente conclusi e la segnaletica è provvisoria. La strada sarà chiusa intorno alla metà del mese per completare definitivamente l’intervento e rispettare la data di consegna del Pnrr, quella di fine giugno 2026. Ci siamo, quindi.
Un test, insomma, per verificare sul campo il funzionamento della nuova infrastruttura e individuare eventuali aspetti da perfezionare. Soddisfazione per il primo cittadino, Lorenzo Lucarelli, che ha commentato la novità: “Sin dalla prima apertura la strada è stata da subito molto utilizzata e sembra già rispondere ai nostri piani.”
La sicurezza in questa area - ha aggiunto il sindaco - è una questione molto complicata, per questo chiediamo prudenza ai cittadini nel percorrere il tratto. La bretella consente di bypassare via Tuderte e, soprattutto, la svolta a sinistra per raggiungere via Capitonese: una manovra che complica la vita agli automobilisti e rallenta da sempre il flusso veicolare.
Tutto è perfettamente funzionante, sia la carreggiata che il marciapiede, ma bisogna ancora completare i lavori di messa in sicurezza e l’installazione della segnaletica. L’importo dei lavori è di 1.1 milioni di euro totali e rientra negli “investimenti in progetti di rigenerazione urbana” volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale.
La somma dei costi di manodopera e sicurezza ammonta a 719 mila euro e il resto tra vari importi, acquisizioni, spostamento pubblici servizi e allacci, spese di progettazione, contributi vari, assistenza archeologica e altro ancora, completa il totale erogato e ottenuto grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
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