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Nei giorni scorsi è stata riconsegnata alla comunità, la chiesa del cimitero vecchio urbano, con il sopralluogo del sindaco Antonino Ruggiano e dell'assessore ai lavori pubblici Moreno Primieri. I lavori di consolidamento e restauro per 150 mila euro, sono consistiti nel completo rifacimento del manto di copertura, delle facciate con la muratura a vista, ripristino di tutta la fascia muraria di fondazione che costeggia la strada ed eseguiti degli interventi sul campanile. All’interno si è posto in opera un cordolo perimetrale in acciaio sulla sommità delle pareti per rinforzare l’edificio e bloccare le catene esistenti, oltre a tinteggiare tutte le pareti con le colorazioni originali preesistenti.
Al netto delle sospensioni per l'autorizzazione di una perizia di varianti, il cantiere è durato sei mesi, sotto la direzione dell'architetto Alessandro Comodini e con la ditta Bartolomei come esecutrice. L'intervento assume una grande valenza storico-culturale. “La chiesa - spiega il direttore dell’Archivio storico comunale Filippo Orsini - è uno degli ultimi ambienti sopravvissuti alle radicali trasformazioni subite dal complesso monumentale chiamato Ospedale della carità. Infatti, dove oggi si trova il cosiddetto Cimitero vecchio, sorgeva una imponente struttura ospedaliera le cui origini sono attestate a partire dal XIII secolo, con l’attribuzione della fondazione a San Francesco di Assisi. Si trattava di un brefotrofio, uno dei più importanti dell’Umbria, con ingenti proprietà agricole e una articolata quanto complessa gestione socio economica che ruotava intorno ai cosiddetti ‘esposti’ ossia i bambini abbandonati”.
Proprio per valorizzare il luogo appena recuperato, l’amministrazione comunale ha previsto per venerdì 10 aprile, alle 17, una conferenza storico-divulgativa nella Sala del Consiglio dei Palazzi municipali a cura dello stesso Orsini, il quale ricostruirà con documenti d’archivio le vicissitudini del complesso, tanto più alla luce del collegamento con il Santo del quale ricorrono le celebrazioni per gli 800 anni dalla morte.
Dopo lunghe e alterne vicende, infatti, a causa di un inarrestabile fenomeno franoso, che martoriava anche questa parte del colle, l’ospedale fu trasferito nel 1794 e la vecchia struttura fu abbandonata e lasciata ad un destino di inesorabile decadimento. Dal 1830 si aprì un ampio ragionamento intorno alla necessità di costruire un cimitero cittadino, tema assai spinoso che, dopo diversi progetti e cambiamenti di siti da destinare a questo fine, approdò ad una soluzione di ripiego, appunto l’area occupata dall’ormai fatiscente ospedale della carità.
Le rovine dell’antico ospedale furono demolite e in un ambiente alla destra dell’ingresso viene ricavata la chiesa del cimitero. La struttura odierna è di fatto dunque un rifacimento che conserva alcune tracce esterne del vecchio ospedale. Al suo interno è possibile ancora osservare lapidi che ricordano le sepolture di illustri personaggi della città di Todi tutte comunque databili al XIX secolo, essendo il cimitero inaugurato nel 1862. “È un altro pezzo di storia nel quale abbiamo riportato la luce”, ha detto il sindaco Ruggiano nel corso della riconsegna.
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