La visita
A Gubbio quella del primo aprile 2026 è stata una giornata intensa di emozioni, memoria e prospettive internazionali: ha segnato il ritorno di Ronald P. Spogli, già ambasciatore degli Stati Uniti d’America, profondamente legato alla città per le sue origini familiari (di radici eugubine per parte di padre). Una visita sentita, capace di intrecciare passato e futuro, identità locale e apertura al mondo. La mattinata si è aperta con l’accoglienza ufficiale presso Palazzo Pretorio, dove il sindaco Vittorio Fiorucci ha rivolto un saluto istituzionale carico di significato: “La sua storia rappresenta un esempio autentico di tempra eugubina capace di affermarsi nel mondo. È un orgoglio per la nostra comunità accoglierla oggi qui”. Nel corso della cerimonia sono stati consegnati alcuni doni simbolici: una pergamena su pelle e un piatto in ceramica realizzato dai ragazzi della cooperativa Asad, nell’ambito del progetto Fili di Futuro. Un gesto che ha voluto sottolineare il valore dell’inclusione e della tradizione artigianale locale.

Visibilmente emozionato, Spogli ha preso la parola ricordando il suo legame con la città: “La prima volta che sono venuto a Gubbio era il 1968. Da allora, ogni ritorno è speciale. Qui sento qualcosa di profondo, come se una parte di me appartenesse a questa terra”. Un rapporto che affonda le radici nella storia familiare. “Mio nonno partì da qui nel 1928 - ha raccontato - e lavorò per quasi trent’anni come minatore di carbone negli Stati Uniti. Solo dopo si trasferì in California, dove sono nato io. Ma Gubbio è sempre rimasta nel cuore della nostra famiglia”. Negli anni, questo legame si è consolidato anche attraverso la partecipazione a momenti simbolo della vita cittadina, come la Festa dei Ceri. “È una tradizione straordinaria - ha detto Spogli - ogni volta che la vivo rimango colpito dall’energia e dal senso di comunità che esprime”.

Tra i momenti più suggestivi della giornata, l’esibizione degli Sbandieratori di Gubbio, che hanno offerto un breve spettacolo nel cuore della città. Spogli ha voluto ricordare anche il Premio Bandiera ricevuto nel 2007: “Gli sbandieratori sono fantastici, rappresentano al meglio lo spirito di Gubbio. Abbiamo parlato della possibilità di portarli alle Olimpiadi di Los Angeles 2028. Sarebbe un modo straordinario per far conoscere questa tradizione al mondo”. Un’ipotesi che si inserisce in un quadro più ampio di relazioni internazionali. Il sindaco Fiorucci ha infatti sottolineato: “Questo incontro è il risultato di circa un anno di lavoro e di contatti. Vogliamo rafforzare i legami con gli Stati Uniti, non solo dal punto di vista istituzionale ma anche culturale. Gubbio ha molto da raccontare e da condividere”. Spogli ha confermato questa visione: “Credo molto nei rapporti tra comunità. Le città possono costruire ponti importanti, fatti di cultura, storia e valori condivisi”. Festa dei Ceri. “È una tradizione straordinaria - ha detto Spogli - ogni volta che la vivo rimango colpito dall’energia e dal senso di comunità che esprime”.
La visita si è conclusa con un momento dedicato alla solidarietà, grazie all’incontro con l’associazione Hope4U - Insieme contro Batten a sostegno della piccola Rachele. Qui l’ex ambasciatore ha incontrato i genitori della bambina, condividendo parole di vicinanza: “Sono storie che toccano il cuore. È importante sostenere queste famiglie e dare visibilità alla loro battaglia”. Spogli ha anche ricevuto il libro sui 50 anni della Famiglia dei Santubaldari dal presidente Ubaldo Minelli. La giornata ha lasciato un segno profondo nella comunità eugubina, non solo come ritorno alle origini, ma come occasione concreta per guardare avanti. Tra memoria familiare, tradizioni condivise e nuove prospettive internazionali, la visita di Spogli si conferma come un ponte vivo tra Italia e Stati Uniti, nel segno di una storia che continua a rinnovarsi.
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