Attualità
Niente buone notizie per gli amanti delle barrette KitKat. Il camion rubato nelle scorse settimane che trasportava 12 tonnellate di prodotto non è ancora tornato in casa Nestlé. A comunicarlo è stata la ditta stessa che fa capo al colosso, pubblicando poche ore fa un post sui social con su scritto: “Grazie per l’interesse riguardo ai KitKat scomparsi. Ci teniamo a specificare che questa non è una trovata pubblicitaria o un pesce d’aprile. Qualcuno ha davvero rubato 12 tonnellate di barrette e noi vogliamo sapere dove sono finite. Per questo abbiamo creato ‘Stolen KitKat Tracker’ che permette di verificare se il vostro KitKat fa parte del lotto scomparso”.
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Il mezzo era partito nei giorni scorsi dallo stabilimento Nestlé di San Sisto, a Perugia, per trasportare ben 413.793 unità della sua nuova gamma di KitKat Formula 1 in tutta Europa, la novità partner ufficiale del mondiale automobilistico, lanciata sul mercato nel gennaio scorso e destinata ad essere esportata in 30 Paesi di tutto il mondo. La spedizione che avrebbe dovuto percorrere 1.250-1.350 chilometri per raggiungere la Polonia, non è mai arrivata a destinazione e ancora degli snack scomparsi non c’è traccia: “Aiutateci a trovarli. Usate il localizzatore di KitKat rubati”, si legge nella descrizione del post.
Cliccando al link in bio riportato sui profili social di KitKat è possibile entrare nell’area dedicata “Stolen KitKat Tracker”. Da lì si apre una schermata che guida il consumatore in due semplici passaggi. Il primo invita a identificare il numero di lotto a 8 cifre presente sul retro di ogni confezione KitKat. Il secondo, chiede di digitare il codice e di premere invio, così da verificare se il prodotto finito nelle mani del consumatore appartiene al lotto scomparso.

“Possiamo confermare che 12 tonnellate di prodotti KitKat sono stati rubati mentre erano in transito tra il nostro stabilimento nel Centro Italia e la Polonia – ha scritto la ditta a distanza di pochi giorni dal furto .- Stiamo lavorando a stretto contatto con le autorità locali e i partner della catena di fornitura per indagare. La buona notizia: non ci sono ripercussioni sulla sicurezza dei consumatori e l’approvvigionamento non è stato compromesso”.
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