Attualità
E la Luna bussò. Dopo 54 anni (il 15 luglio del 1972 l'ultima missione Apollo 17) l'uomo tornerà sulla Luna ma questa volta la navicella Orion sorvolerà il nostro satellite a una distanza di circa 6.500 chilometri. Gli girerà intorno e poi tornerà sulla Terra. Un viaggio di dieci giorni. Tutto è pronto per il conto alla rovescia definitivo.

Domani primo aprile, a Cape Canaveral, dalla stessa rampa da dove vennero lanciate tutte le missioni Apollo (Launch Complex 39B), partirà Artemis II quando in Italia sarà passata da poco la mezzanotte. A bordo ci saranno quattro astronauti: il pilota Victor Glover, Christina Koch, Jeremy Hansen e il comandante della missione Reid Wiseman a cui è stato affibbiato il soprannome di Tonto, il simpatico compagno nativo americano del Cavaliere Solitario che, nel film Lone Ranger, era interpretato da Johnny Depp.
La missione Artemis è un nuovo passo cruciale per il ritorno dell’uomo sulla Luna e per le future missioni sul pianeta Rosso per il quale lo sbarco umano è ancora molto, ma molto lontano.
Ma perché torniamo sulla Luna? Fino ad ora le missioni si sono limitate a osservazioni e alla raccolta di sassi lunari. Gli astronauti delle missioni Apollo erano tutti piloti e avevano poca conoscenza geologica per cui la raccolta del materiale lunare è stata fatta più o meno alla rinfusa. Poi con altre sonde specifiche (nessuno ha mai reso noto questo particolare) sono stati raccolti e portati sulla Terra altri elementi lunari che hanno confermato l’ipotesi di possibile ghiaccio ai poli e risorse naturali come quella dell’elio3 che si trova in abbondanza nelle rocce.
L’estrazione dell’elio3 darà la possibilità di utilizzarlo come fonte di energia nucleare pulita visto che non crea scorie radioattive. E a questo proposito la Nasa e l’Italia, con il concorso dell’Agenzia spaziale europea hanno già progettato delle mini centrali nucleari alimentate dall’elio3 con potenza di 100 kW da installare sulla Luna per illuminare le lunghe notti che durano due settimane. E per alimentare laboratori e abitazioni per la colonia umana.
Da questa missione dunque ci si aspetta moltissimo perché gli obiettivi principali sono quelli di verificare i sistemi di supporto vitale durante il viaggio, le operazioni e le prestazioni della navicella Orion e del razzo SLS nello spazio profondo.
Far volare gli astronauti intorno alla Luna, più lontano di qualsiasi missione Apollo, per testare le capacità necessarie per le missioni future e raccogliere informazioni successive per il nuovo allunaggio che porterà, questa volta, anche la prima donna sulla Luna. La Nasa sta accelerando questo programma perché anche la Cina sta forzando i tempi per inviare un suo Taikonauta sul nostro satellite. La Russia al momento è decisamente molto indietro. Sono ancora fermi alla Soyuz che fa da traghetto per la Stazione spaziale internazionale che nel 2030 sarà definitivamente abbandonata e fatta deorbitare per il rientro sulla Terra.
America e Cina dunque saranno i nuovi competitor per la conquista della Luna e delle nuove frontiere dello spazio anche se l’America ha un vantaggio notevole grazie alle tecnologie sviluppate e alla concorrenza tra Space X e Virgin Galattic.
Stiamo perciò rivivendo, in forma diversa, il periodo della Guerra Fredda quando tra Russia e America la sfida spaziale culminò con la conquista della Luna da parte di Armstrong, Aldrin e Collins, l’equipaggio dell’Apollo 11 che il 20 luglio del 1969 mise piede, seppur per appena 2 ore e un quarto, sulla Luna. Fu una vittoria schiacciante nei confronti della Russia.
Seguirono altre sette missioni e solo sei ebbero successo perchè l’Apollo 13 (ricordate la famosa frase Houston, abbiamo un problema?) dovette rientrare per un guasto che solo grazie ai gli scienziati della Nasa a terra e alla abilità degli astronauti non finì in tragedia. Sulla Luna hanno camminato 12 astronauti e oggi, solo 4 sono ancora in vita.
Il più anziano è proprio Buzz Aldrin dell’Apollo 11, che ha 96 anni e continua la sua attività di divulgatore scientifico. Poi il programma Apollo fu improvvisamente tagliato e le missioni Apollo 18, 19 e 20 furono annullate.
Era il 1972: il Congresso americano aveva chiuso i finanziamenti. Fino a quel momento erano stati spesi più di 360 miliardi dollari (quasi dodici finanziarie italiane attuali).
Di quei viaggi ci sono alcune curiosità. Gli astronauti hanno lasciato sul suolo lunare una piccola discarica: zaini e tute di sopravvivenza, 11 macchine fotografiche, 12 telecamere, 20 metri di cavi Tv, i rover per le passeggiate, sacchetti di rifiuti organici, palline da golf per esperimenti, per un totale di 181 tonnellate. E naturalmente le bandiere Usa di nylon che, con il vento solare e le forti radiazioni, saranno ormai sbiadite o disintegrate.
Ora si ricomincia e il Moon Village, obiettivo finale, non sarà più un sogno. Entro il 2028 ci sarà il nuovo allunaggio e due anni dopo comincerà la costruzione delle prime abitazioni e laboratori che saranno utilizzati dagli uomini.
Ci sarà anche l'Italia che ha già progettato i moduli abitativi per la stazione orbitante intorno alla Luna. E fra una ventina di anni avremo sicuramente una generazione di lunatici.
Per chi volesse seguire in diretta le fasi di lancio basta collegarsi al sito dell'Agenzia spaziale italiana www.asi.it e seguire le istruzioni.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy