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"Il Fege continui nelle scuole". Positivo bilancio sulla seconda edizione accolta a Terni

30 Marzo 2026, 12:58

"Il Fege continui nelle scuole".  Positivo bilancio sulla seconda edizione accolta a Terni

Per il secondo anno consecutivo la città ha ospitato il Fege, Festival di Editoria e Giornalismo Emergente, giunto all’ottava edizione e sempre più punto di riferimento per il confronto tra informazione, società e nuove generazioni. Tre giornate intense, ricche di emozioni e contenuti, hanno messo al centro il tema “La guerra delle news. Le news della guerra”, offrendo una riflessione attuale sul ruolo del giornalismo in un contesto globale complesso.

Sul palco si sono alternati protagonisti di primo piano come Alessandro Sallusti, Francesco Giorgino, David Giacalone, Federico Rampini (collegato da Washington), insieme a Piero Ancona e Michele Macrì. Presente anche il produttore Lucio Presta, legato al territorio di Papigno e alla collaborazione con Roberto Benigni.

Nel corso delle giornate sono saliti sul palco anche altri protagonisti provenienti dal mondo dell’arte e della psicologia, contribuendo ad arricchire il dibattito con sguardi trasversali e interdisciplinari. Momento particolarmente intenso è stato il ricordo di Oliviero Beha, figura simbolo di un giornalismo libero e controcorrente.

La figlia Germana Beha ha messo a disposizione premi dedicati alla sua memoria, contribuendo a mantenere viva una testimonianza culturale ancora attuale. Grande protagonista è stato anche il mondo della scuola: studenti ternani, insieme a ragazzi provenienti dalla Calabria e collegati dalla Puglia, hanno partecipato attivamente agli incontri, dimostrando attenzione, spirito critico e capacità concreta di riconoscere le fake news.

Un coinvolgimento diretto che ha rappresentato uno degli elementi più significativi del festival, in linea con l’obiettivo di costruire consapevolezza nelle nuove generazioni. A fare il punto è stato il “dopofestival” di ieri mattina al PalaSì!, al quale è intervenuto anche Michelangelo Tagliaferri, membro del comitato scientifico Fege, che aveva aperto la manifestazione con una lectio magistralis nella prima giornata. In questo spazio di sintesi sono emerse riflessioni e visioni per il futuro.

“Il Fege è un flusso continuo di emozioni. Non abbiamo un copione – spiega il founder e direttore artistico Piero Muscari -, è tutto costruito in diretta. Il moderatore deve saper intercettare le domande e leggere ciò che accade in sala. Non sapere cosa diranno gli ospiti rende ogni incontro unico. Il copione nasce nel momento stesso in cui si sviluppa il dialogo. La diversità è una ricchezza e il Fege rompe l’ipocrisia del tempo che viviamo”. Il presidente di Fege, Sauro Pellerucci, ha evidenziato il valore umano dell’esperienza: “È stato un festival straordinario. I grandi protagonisti del giornalismo si sono sentiti a casa e hanno mostrato anche il loro lato più autentico”. Intervenuta anche l’assessore alla Scuola e alla Cultura Tiziana Laudadio: “Un festival come questo termina formalmente, ma deve continuare nei luoghi in cui ha lasciato un segno, a partire dalle scuole”. Il Fege si conferma, dunque, come un laboratorio culturale capace di evolversi.

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