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La presidente Proietti sul caso del cardinale Pizzaballa: "Fatto inaccettabile e di una gravità inaudita"

Redazione Web

29 Marzo 2026, 18:48

La presidente Proietti sul caso del cardinale Pizzaballa: "Fatto inaccettabile e di una gravità inaudita"

“È di una gravità inaudita impedire al cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, di celebrare la messa al Santo Sepolcro. Questa mattina si è verificato un fatto inaccettabile, la violazione della libertà di culto e la dignità dei cristiani. Un fatto senza precedenti avvenuto nel luogo più sacro della cristianità mondiale. A parlare così è la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti che esprime anche la propria solidarietà personale al cardinale Pizzaballa.

“Il gesto di questa mattina - aggiunge la presidente Proietti - colpisce il diritto e il ruolo delle comunità religiose, umiliando milioni di cristiani e mortificando la città di Gerusalemme, simbolo universale della pace. Siamo vicini alla comunità cristiana che si trova in Terra Santa già colpita duramente da un conflitto che da tempo è teatro di atrocità e di vittime innocenti. E chiediamo a gran voce, dall’Umbria terra di pace, che sia ristabilita immediatamente la libertà di culto religioso e che al più presto tacciano le armi”.

Cosa è successo

"Questa mattina, la polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro, di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre si recavano a celebrare la Messa della Domenica delle Palme". Lo comunica il Patriarcato latino di Gerusalemme in una nota.

"I due sono stati fermati lungo il percorso, mentre procedevano privatamente e senza alcuna caratteristica di processione o atto cerimoniale, e sono stati costretti a tornare indietro. Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, i Capi della Chiesa sono stati impediti di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", si legge nel testo.

"Dall'inizio dell'operazione 'Ruggito del Leone', tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme sono stati chiusi ai fedeli per garantire la sicurezza". Così la Polizia israeliana, come riporta il sito di notizie Ynet. "La richiesta del Patriarca è stata esaminata ieri ed è stato chiarito che non sarebbe stata approvata per i motivi citati - aggiungono - La libertà di culto continuerà a essere garantita, ad eccezione delle necessarie restrizioni".

Le parole di Pizzaballa

"Gesù piange ancora una volta su Gerusalemme. Piange su questa città, che rimane segno di speranza e di dolore, di grazia e di sofferenza. Piange su questa Terra Santa, ancora incapace di riconoscere il dono della pace. Piange per tutte le vittime di una guerra che sembra senza fine: per le famiglie divise, per le speranze infrante. Ma le lacrime di Gesù non sono mai vane. Ci aprono gli occhi, ci interpellano e ci rivelano la verità". Sono le parole del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme nella preghiera dal Getsemani, il Monte degli Ulivi, durante la preghiera in occasione della Domenica delle Palme.

"Oggi, mentre la guerra sembra soffocare ogni parola di pace, qui – dove Gesù pianse – possiamo udire risuonare quella stessa confessione. L'ultima parola di Dio è la tomba vuota. È il Signore che precede i discepoli in Galilea e che precede anche noi, guidandoci verso una pace che non è un'illusione, ma il frutto della croce", ha affermato Pizzaballa.

"Gerusalemme, la Terra Santa, non è solo un luogo geografico; è il cuore pulsante della nostra fede. Ogni pietra qui parla di salvezza; ogni collina porta il ricordo del Dio che ha scelto di avvicinarsi. Vivere la fede in questa terra significa accettare la contraddizione che essa incarna: il luogo della risurrezione è anche il luogo del Calvario; il luogo dell'abbraccio di Dio è ancora segnato da troppo odio - ha proseguito - Eppure, da questo luogo santo impariamo a guardare la città con gli occhi di Cristo. Impariamo a piangere con lui, ma anche a sperare con lui. Perché la stessa Gerusalemme che ha respinto il Principe della Pace ha anche visto la tomba vuota. La guerra non cancellerà la risurrezione. Il dolore non spegnerà la speranza".

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