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Gubbio

Giovane donna tenta di truffare anziano

28 Marzo 2026, 22:20

Carcere Capanne

Avrebbe avvicinato un anziano con la scusa di un passaggio, per poi aggredirlo e rapinarlo dopo il rifiuto a prestazioni sessuali. Per questi fatti una donna rumena di 36 anni dovrà rispondere di rapina aggravata davanti al Gip Valeria Cascello: il processo è stato fissato per il prossimo 27 maggio.

 

L’episodio risale a qualche mese fa ed è avvenuto a Gubbio nella zona di Santa Lucia. Vittima un 85enne che ha raccontato ai carabinieri quanto accaduto. Secondo la ricostruzione, l’anziano si trovava fermo in auto al semaforo in largo della Pentapoli quando è stato avvicinato dalla donna. Quest’ultima avrebbe aperto lo sportello della vettura e si sarebbe introdotta all’interno chiedendo un passaggio perché avrebbe dovuto raggiungere Scheggia.

 

L’uomo avrebbe spiegato di essere diretto verso la Basilica, ma la donna avrebbe insistito per essere accompagnata almeno fino al bivio per Sant’Ubaldo. Una volta giunti sul posto e fermata l’auto, la situazione è degenerata.

 

Secondo il racconto della vittima, la 36enne avrebbe iniziato a proporre prestazioni sessuali. Di fronte al rifiuto, espresso con garbo dall’anziano anche in considerazione della propria età, la donna avrebbe continuato a insistere. A quel punto l’uomo sarebbe sceso dall’auto con l’intenzione di chiamare i carabinieri.

 

È in quel momento che, sempre secondo quanto denunciato, la donna lo avrebbe aggredito violentemente, spingendolo a terra e facendolo finire tra i rovi. Approfittando della situazione, gli avrebbe strappato una catenina in oro, un anello e sottratto circa 250 euro in contanti, per poi darsi alla fuga.

 

L’85enne, dopo essersi ripreso dallo spavento, ha contattato i carabinieri, intervenuti rapidamente sul posto. L’uomo è stato accompagnato in caserma per formalizzare la denuncia e successivamente medicato al pronto soccorso.

 

Determinante per le indagini è stato il riconoscimento della donna che l’avrebbe aggredito: l’anziano avrebbe infatti identificato la rumena tra le foto segnaletiche mostrate dai militari. Sulla base di questi elementi, e anche in considerazione che la vittima non aveva avuto alcun dubbio sul riconoscimento fisiognomico, i carabinieri sono riusciti a rintracciarla e ad arrestarla con il pm Maria Chiara Vedovato che ha confermato l’arresto. La refurtiva, purtroppo, non è stata recuperata.

 

La donna è ora detenuta nel carcere di Capanne e dovrà rispondere del reato di rapina aggravata ai sensi dell’articolo 628 del codice penale, che prevede pene severe: da 6 a 20 anni di reclusione, oltre a una multa che può variare tra i 2mila e i 4mila euro.

 

La vittima, assistita dall’avvocato Ubaldo Minelli, si è costituita parte civile nel procedimento.

 

Sarà ora il giudice per le indagini preliminari a fare luce sull’accaduto nel corso dell’udienza fissata, come detto, a fine maggio.

 

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