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ASSISI

La promessa di Accrocca: “Non ho programmi Li costruiremo insieme”

Il nuovo vescovo: “Capiamo le situazioni e vediamo come affrontarle”Il monito ai colleghi giornalisti: “Non cedete alla tentazione di fare notizia”

Redazione Web

27 Marzo 2026, 10:30

La promessa di Accrocca “Non ho programmi Li costruiremo insieme”

Un appello ai giornalisti, come è anche lo stesso vescovo, un’Assisi di pace, la necessità di muoversi senza “piani” non solo in una diocesi, ma in due: sono alcuni dei temi toccati dal nuovo pastore della diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino, monsignor Felice Accrocca, che domani prenderà possesso anche della Diocesi di Foligno. “Vorrei conoscere tutti insieme e metterci intorno al tavolo, capire le situazioni e dire poi come vogliamo affrontarle. Da vescovo dovrò conoscere e capire realtà diverse e realizzare questa sinfonia. Non ho programmi, mi sembra irrispettoso presentarmi con programmi già fatti: ci conosceremo a poco a poco e indicheremo assieme mete nuove”, le parole del nuovo presule incontrando i giornalisti prima della messa in Cattedrale e poi ancora nell’omelia.

Mi chiedo oggi - ancora Accrocca - perché a me? Perché gli studi francescani che sono stati menzionati anche nella bolla papale non bastano. Perché a me? Non lo so. Dio lo ha permesso e io mi affido a lui, serenamente”. Ai giornalisti, da collega iscritto all’Ordine dell’Umbria grazie agli articoli scritti per la rivista San Francesco Patrono d’Italia, ha ricordato la loro funzione importante e di mettere in evidenza il bene. “Non dovete cedere alla tentazione di fare notizia e di arrivare per primi. È importante riportare le cose correttamente, e credo che oggi sia importante il vostro servizio, in favore della pace”.

Proprio la pace è stato un altro tema al centro di monsignor Accrocca: “Salendo in città, venendo dalla Porziuncola, poco prima della prima rotonda, ci accoglie una scritta: benvenuti in Assisi città della pace. Ecco, sogno una chiesa di pace, per la città della pace. Vorrei avere la forza che Francesco ebbe predicando da Bologna: chi lo vide, uno studente croato che lo raccontò decenni dopo, disse: La persona era spregevole, la faccia senza bellezza, con un abito sudicio, ma Dio dette tanta forza alle sue parole e famiglie scosse dalla guerra furono piegate a patti di pace. Noi abbiamo la bomba atomica di Francesco e dobbiamo far esplodere questa bomba come fece lui con gesti paradossali ma evangelici, perché il Vangelo ha le sue ragioni che la ragione non ha. E mi auguro che i potenti possano incontrare Dio ora come padre prima di doverlo incontrare come giudice”.

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