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Città di Castello

Sospeso il dimensionamento: il Tar accoglie il ricorso e congela il piano scuole

Il Tar ha accolto il ricorso del Comune: udienza pubblica il 12 maggio. La soddisfazione di giunta, Regione e sindacati

Redazione Web

27 Marzo 2026, 09:26

Sospeso il dimensionamento: il Tar accoglie il ricorso e congela il piano scuole

Il Tar dell’Umbria ha accolto la sospensiva sul dimensionamento scolastico richiesta dal Comune di Città di Castello. La notizia che aspettavano amministrazione comunale, Regione, sindacati e genitori è arrivata ieri pomeriggio: il decreto rimarrà in vigore fino al 12 maggio, giorno in cui è stata fissata l’udienza pubblica. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Luca Secondi e dell’assessore alle Politiche scolastiche, Letizia Guerri: “Il provvedimento certifica il fabbisogno veritiero delle preoccupazioni di un’intera comunità fin da subito al fianco del Comune nel sostenere una iniziativa unitaria e condivisa dai docenti, da tutto il personale non docente e le famiglie degli alunni, che ringraziamo per il lavoro ottimo che è stato portato avanti assieme al nostro legale Francesco A. De Matteis”.

Per sindaco e assessore, “la fondatezza delle nostre richieste trova un primo importante e significativo riconoscimento: il Tar ha ritenuto che ‘il ricorso presenti sufficienti profili di fondatezza’ rispetto alle principali censure proposte. L’ordinanza n. 32/2026 pone in dubbio che si fosse in presenza di quell’inerzia della Regione necessaria a legittimare l’adozione da parte dello Stato dei poteri sostitutivi, stigmatizzata la decisione del Commissario ad acta di andare oltre la semplice attuazione delle misure decise dall’Assemblea legislativa umbra con la delibera n. 86/2025 (dimensionamento presso istituzioni scolastiche ricadenti nei Comuni di Terni e di Gubbio) e, soprattutto, la decisione del Commissario ad acta di ignorare l’istruttoria compiuta dalla Regione e le ‘gravi criticità concernenti l’Istituto di istruzione secondaria di primo grado di Città di Castello, rispetto al quale è riscontrabile già allo stato una situazione di sovraffollamento nel plesso scolastico di Via Collodi, ove è attualmente concentrata anche la maggior parte degli studenti del plesso di Via della Tina, oggetto di un intervento di demolizione e ricostruzione tuttora in corso’. Inoltre ha ritenuto che per il Comun sussiste il danno grave ed irreparabile, senza che, grazie all’immediata fissazione dell’udienza di merito in tempo utile rispetto all’inizio dell’a.s. 2026/2027, la disposta sospensione comprometta il raggiungimento degli obiettivi Pnrr”.

“La sentenza evidenzia che non vi è stata alcuna inerzia da parte nostra - sottolinea l’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli - Le scelte operate a livello nazionale hanno invece introdotto un assetto confuso e non coerente con le reali condizioni del territorio e degli istituti. Le accuse mosse nei nostri confronti sono infondate e rappresentano solo propaganda politica finalizzata a scaricare responsabilità. Siamo soddisfatti dell’esito finora ottenuto dal Tar, ma lo saremo pienamente quando si pronuncerà il Presidente della Repubblica, al quale abbiamo presentato ricorso per ottenere l’annullamento di tutti i dimensionamenti in Umbria”. A intervenire sono state anche le organizzazioni sindacali Cisl Scuola Umbria, Flc Cgil Umbria e Federazione Uil Scuola Umbria, assistite rispettivamente dagli avvocati Roberto Muzi, Umberto Tarara e Domenico Naso, che si sono dette soddisfatte per l’esito del ricorso: “Le segretarie regionali Caterina Corsaro, Moira Rosi e Loretta D’Aprile sottolineano come l’ordinanza valorizzi il principio della programmazione partecipata e condivisa, ribadendo la necessità che ogni processo di riorganizzazione della rete scolastica sia fondato su un confronto reale con i territori e su un’analisi approfondita delle condizioni concrete delle comunità scolastiche. Particolarmente rilevante è il riconoscimento, da parte del Tribunale, del rischio di un pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’attuazione immediata dei provvedimenti impugnati, sia in termini di organizzazione degli spazi scolastici sia rispetto alla continuità didattica e alla stabilità del personale. Le organizzazioni sindacali evidenziano inoltre come la sospensione disposta dal Tar non comprometta il raggiungimento degli obiettivi di dimensionamento, aprendo invece la possibilità di una revisione più equilibrata e coerente con il lavoro già svolto a livello regionale.

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