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Foligno

Dolore e commozione all’ultimo saluto per Bettoni

Folla in cattedrale ai funerali dell’ex maresciallo della polizia locale e priore del Croce Bianca

Redazione Web

27 Marzo 2026, 10:32

Dolore e commozione all’ultimo saluto per Bettoni

Un cuscino di rose rosse e bianche, impreziosito da orchidee e tulipani, adagiato sulla bara. Accanto, come un ultimo saluto carico di riconoscenza, il mazzo di fiori del comando della polizia municipale con una semplice scritta: “Ciao Maestro”. Ieri pomeriggio, la cattedrale di San Feliciano si è riempita di volti, silenzi e memoria per l’ultimo saluto a Roberto Bettoni. Il feretro ha fatto il suo ingresso sulle note d’organo della “Fantasia in sol minore” di Johann Sebastian Bach, eseguita da Luca Agneletti, in un’atmosfera sospesa tra solennità e commozione.

Dietro la bara, la moglie Laura, in carrozzina, accompagnata dal figlio Cruciano; accanto a loro il fratello Fabio, i parenti, gli amici, i colleghi. Bettoni, ex maresciallo della polizia locale, si è spento improvvisamente il 10 marzo, a 76 anni, in una clinica privata di Perugia, dopo un intervento all’anca. I funerali si sono svolti solo ieri: la salma era stata posta sotto sequestro dalla Procura per chiarire le cause del decesso, ancora in attesa degli esiti dell’autopsia. Resta un dolore composto ma profondo, condiviso da chi lo ha conosciuto e ne ricorda l'intelligenza, la lealtà, la mitezza. Un uomo misurato, generoso, legato alla sua città e alla sua famiglia. Commovente la presenza del fratello Fabio, storico stimato e per anni docente universitario, visibilmente provato.

Figura familiare nella vita cittadina, Bettoni è stato anche un protagonista della Quintana. In cattedrale erano presenti il presidente dell’Ente Giostra Domenico Metelli, l’ex comandante della polizia locale Luigi Battisti, dirigenti del comune, numerosi agenti in servizio e in congedo, oltre a tanti quintanari. A celebrare il rito funebre, monsignor Cristiano Antonietti, parroco di San Feliciano, insieme a monsignor Luigi Filippucci. Nell’omelia, Antonietti ha restituito il senso più autentico della vita di Bettoni: un uomo “profondamente legato alla famiglia, presente ogni giorno con responsabilità e dedizione”. Ha ricordato “il servizio svolto con onestà e senso del dovere, con quella discrezione ferma che costruisce il bene comune senza clamore”, sottolineando anche il forte senso di appartenenza alla città e alla sua tradizione.

Un legame, quello con la Quintana, che affonda le radici negli anni Settanta. Nel 1972 Bettoni fu segretario dell’Ente Giostra e, tra il 1973 e il 1975, priore del Rione Croce Bianca, nel periodo più vincente della sua storia. Erano anni di sacrifici e passione, quando i rionali giravano per la città a raccogliere fondi per dare vita al corteo e alla giostra. Durante il suo priorato, Bettoni avviò un rinnovamento decisivo: il completo rifacimento del parco costumi e la nascita della prima vera sede rionale, in via dei Monasteri. Scelte che segnarono un cambio di passo e una visione nuova per il rione. Dopo aver lasciato l’incarico ad Arnaldo Caprai nel 1975, continuò a vivere la Quintana dall’interno, come membro e poi presidente della Giuria di gara. Un percorso coerente, fatto di servizio e passione, che ieri la città ha voluto salutare con rispetto e gratitudine. In silenzio, come si fa con chi ha lasciato un segno senza mai cercare il rumore.

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