TURISMO
Rasiglia è chiamata la Venezia dell'Umbria
In Umbria il ponte più alto d'Europa lo attraversi a piedi, sospeso a 175 metri sulla valle del fiume Vigi. A venti minuti di distanza c'è un borgo dove Monicelli girò l'Armata Brancaleone. C'è anche una montagna, il monte Caperno, da cui la voce torna indietro con un'eco. Per la Pasquetta 2026, questa è la mini-guida ai borghi umbri (o per lo meno alcuni) che vale la pena cercare, escludendo Assisi, Perugia, Gubbio, Orvieto, Città di Castello, Foligno e Spoleto, che già si trovano da soli.
Si sa, la Pasquetta, insieme al Ferragosto, è una di quelle tappe del calendario feriale a cui molti italiani non rinunciano. Per chi vive in Umbria o ha intenzione di trascorrevi le ferie pasquali, basterebbe chiudere gli occhi e puntare il dito su una qualsiasi località della carta geografica per battezzare la propria meta perché l'Umbria è una regione di straordinaria ricchezza paesaggistica, storica e culturale. Escludendo le note città principali, come Assisi, Perugia e Spoleto, ecco a voi una mini guida dei posti più interessanti per la Pasquetta 2026.
Rasiglia e Sellano (Ponte tibetano)

Rasiglia è un angolo di Umbria che negli ultimi anni ha conquistato milioni di italiani sui social: viene definita la “piccola Venezia dell'Umbria”. Questo borgo medievale, fortemente danneggiato dal terremoto del 1997, è riuscito a risollevarsi, mostrandosi al mondo come un luogo straordinario, quasi fiabesco con le sue stradine strette, le cascate, i corridoi d'acqua e i ponticelli in legno che aiutano ad attraversarlo. Cosa vedere a Rasiglia? La peschiera medievale, una grande vasca costruita ai piedi del Palazzo dei Trinci, dove confluiscono tutti i ruscelli; il lavatoio pubblico; i telai meccanici dell'Ottocento; i mulini quattrocenteschi. Vale la pena percorrere una breve ma ripida salita, per visitare anche il Castello dei Trinci, costruito intorno al 1250 dai signori di Foligno e che oggi regala una vista sul borgo e sulla vallata che vale il fiato speso per arrivarci. Per la Pasquetta il consiglio è di arrivare a Rasiglia presto la mattina: i parcheggi gratuiti sono segnalati poco prima dell'ingresso del borgo, ma nei festivi vengono predisposte aree sosta aggiuntive nelle zone limitrofe. A 15 km da Rasiglia si trova Sellano, un borgo medievale noto per il Ponte tibetano che, a 175 m di altezza sulla valle del fiume Vigi, collega per 517 metri il borgo di Sellano al castello di Montesanto con un tempo di attraversamento di circa 60 minuti. Il ponte è a pedata discontinua (tra un gradino e l'altro c'è il vuoto). Si accede dal centro storico di Sellano, qui vengono consegnati anche i dispositivi di sicurezza: casco, guanti e imbracatura. È possibile acquistare il biglietto sia in loco che on line, ma la prenotazione è obbligatoria, quindi per la Pasquetta conviene muoversi con largo anticipo sul sito ufficiale visitsellano.info. Chi acquista solo il biglietto del ponte (senza navetta) rientra a piedi, chi non se la sente può prenotare, sempre sul sito ufficiale, anche la navetta da Montesanto a Sellano.
Nocera Umbra e Monte Alago
Nocera Umbra è conosciuta come la città delle acque perché il suo sottosuolo è attraversato da numerose falde acquifere. Perché andarci? Non bisogna aspettarsi uno spettacolo come quello di Rasiglia, qui l'acqua c'è ma non trabocca dappertutto. Vale la pena andarci per il suo centro storico, arroccato e, soprattutto, per il monte Alago, un altopiano aperto a quasi mille metri: un tempo era il fondo di un lago, oggi è un prato verde, il luogo ideale su cui stendere la tovaglia per il picnic. C'è un punto di ristoro, dove la crescia con il prosciutto sono la scelta obbligata, e una struttura camping adiacente.
Spello, Bevagna, Montefalco, Trevi

Qui avete l'imbarazzo della scelta. Questi quattro borghi sono racchiusi in un fazzoletto di 20 chilometri: si possono visitare tutti in un giorno, oppure se ne scelgono un paio o uno soltanto e poi si torna. Si trovano tutti lungo o a poca distanza dalla SS75 (Perugia-Foligno) e dalla SS3 Flaminia. Spello ha anche la stazione ferroviaria sulla linea Foligno-Perugia e potrebbe vincere il premio del borgo più fotografato d'Italia: è un piccolo centro dove le stradine lastricate corrono lungo vicoli stretti. I balconi, le finestre e le scalinate sono un tripudio di fiori. Se avete la possibilità di tornare a giugno, potreste assistere allo spettacolo delle infiorate: veri e propri tappeti floreali che trasformano le strade in piccole opere d'arte. Nel periodo pasquale Spello offre una versione più intima: i fiori iniziano a sbocciare e non c'è la ressa delle grandi occasioni. Potreste visitare la cinta muraria romana ancora intatta e gli affreschi del Pinturicchio nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Se scegliete Bevagna non potete perdervi la Piazza Silvestri, che è rimasta esattamente com'era un tempo. Le strade lastricate, gli edifici in pietra e le botteghe ricordano l'atmosfera dell'antica Mevania, con i resti di terme romane, chiese e monasteri che si affacciano all'improvviso tra i vicoli. Pochi chilometri più in là c'è Montefalco, noto come “la ringhiera dell'Umbria”, perché guarda giù su mezza Umbria, dagli Appennini ai monti Martani, da Spoleto a Perugia. Gli amanti dell'arte potranno ammirare la chiesa-museo di San Francesco dove ci sono i Gozzoli e un Perugino, quelli del buon vino, potranno gustare un calice di Sagrantino (Docg). Chiudiamo questa escursione nella valle umbra sud, con Trevi, la località più tranquilla delle quattro: abbracciata da una distesa di ulivi, disegna la cosiddetta fascia olivata Assisi-Spoleto, un paesaggio unico, riconosciuto anche a livello internazionale. Qui vale la pena andarci per rilassarsi, fotografare il panorama e fare scorta di olio.
Norcia e Cascia

Con queste due località ci spostiamo in Valnerina. Norcia, dove si trova la basilca di San Benedetto patrono d'Europa, si raggiunge da Spoleto risalendo la SS395. Il centro storico si fa a piedi, lasciando l'auto fuori dalle mura. È una meta gastronomica prima che artistica: ci si va per comprare prosciutto, ciauscolo e tartufo nero, e per mangiare. Secondo la tradizione pasquale di Norcia, a Pasquetta famiglie e gruppi di amici si arrampicano sulle colline circostanti o si spingono fino al Pian Grande, alle pendici del Monte Vettore, per il picnic a base di carne di maiale alla brace. Cascia è venti minuti più su. Generalmente visitata dai devoti di Santa Rita, la "santa degli impossibili", che raggiungono il suo Santuario da ogni parte del mondo. Non è solo una meta di devozione: chi non è lì per il santuario, può approfittarne per assaggiare gli strangozzi al tartufo, i piatti a base di zafferano e la roveja, un legume tradizionale e unico della zona.
Montone, Citerna e San Giustino
Un ottimo spunto per la Pasquetta 2026 potrebbero essere i borghi dell'alta valle del Tevere: tra questi, Montone, Citerna e San Giustino. Montone si affaccia sulla valle del fiume Carpina ed è patria di Andrea Fortebraccio, un noto condottiero di ventura del Quattrocento a cui è tuttora dedicata una piazza. Questo borgo, riconosciuto come uno dei più belli d’Italia ha ottenuto anche la prestigiosa bandiera arancione del Touring Club Italiano, un riconoscimento che viene assegnato alle piccole località dell’entroterra per l’accoglienza, la sostenibilità e la valorizzazione del territorio. Se siete a Montone i posti da visitare sono: i resti della Rocca di Braccio nel Parco delle Rimembranze, piazza Fortebraccio con la torre dell’orologio e le prigioni del XIV secolo, l’ex convento di San Francesco che ospita il museo la pinacoteca comunale dove sono conservati alcuni affreschi di Bartolomeo Caporali. Vale la pena visitare anche la Collegiata di Santa Maria Assunta (edificata tra il XIII e il XVI secolo) che custodisce una reliquia della corona di spine di Gesù: la Sacra Spina che secondo la tradizione fioriva il Venerdì Santo, emanando un profumo dolce. Ogni anno a Pasquetta, il lunedì dell’Angelo, il borgo celebra in ostensione la Sacra Spina. A una ventina di chilometri da Montone, trovate Citerna. La prima cosa da fare è il camminamento medioevale: un insieme di passaggi che corrono sotto gli edifici, disegnando il perimetro difensivo del borgo. Le tappe da non perdere a Citerna sono: le cisterne sotterranee, la chiesa di San Francesco con la sua Madonna di Donatello, la terrazza panoramica di Piazza Scipione, la rocca e la torre rotonda. Le cisterne si trovano sotto il Palazzo Comunale: al loro interno c'è la Sala degli Ammassi, che serviva per accumulare viveri e granaglie in caso di assedio, e una rete di vasche che filtravano l'acqua piovana per renderla potabile. Si visitano contattando l'Info Point del borgo. La Madonna di Donatello si trova nella sacrestia della chiesa di San Francesco ed è accessibile sempre tramite l'Info Point (www.citernaturismo.it/info-turismo). San Giustino è a pochi chilometri da Citerna e merita una sosta per una storia che non ci si aspetta: qui passa il Sentiero dei Contrabbandieri, che attraversa la frazione di Cospaia, antica repubblica indipendente dove il tabacco (vietato nello Stato Pontificio) veniva coltivato e venduto liberamente per oltre tre secoli. Per chi vuole approfondire c'è il Museo della storia e scienza del tabacco (Via Toscana 5). Verificate apertura e orari al sito museotabacco.org.
Cascata delle Marmore

Sette chilometri da Terni, sul navigatore si cerca direttamente "Cascata delle Marmore". Ha due ingressi: Belvedere Inferiore e Belvedere Superiore. La cosa da sapere prima di partire è che l'acqua non scorre sempre perché viene rilasciata a orari precisi, il resto del tempo finisce nelle condotte idroelettriche. Per gli orari dell’apertura del parco a Pasquetta, consigliamo di verificare sul sito cascatadellemarmore.eu prima di partire. Se non volete trovare la roccia asciutta, conviene non arrivare fuori dalla fascia oraria di apertura dell’acqua. Sarebbe utile indossare scarpe con la suola aderente e qualcosa di impermeabile che vi protegga dall’acqua perché nei sentieri più vicini alle cascate ci si bagna anche con il sole.
Isola Polvese e Castiglione del Lago
Queste due località si visitano insieme. L’isola Polvese (situata nel lago Trasimeno) d’estate è affollata dai turisti e dagli abitanti locali. Non è così a Pasqua e forse questo è il periodo migliore per fare una gita da queste parti. In questa località potete visitare il castello medievale del Trecento, i resti di un monastero olivetano, un giardino di piante acquatiche e sostare nelle aree picnic con vista sui colli. In due ore si gira tutta. Ci si arriva col traghetto da San Feliciano (traversata di dieci minuti) o da Castiglione del Lago. Il servizio è di Busitalia-navigazione Trasimeno, gli orari aggiornati per il periodo pasquale si trovano su fsbusitalia.it. Per chi arriva in anticipo, è vale la pena fare una breve sosta a Castiglione del Lago per una capatina al centro storico (circondato da mura medievali con tre porte di accesso), al Palazzo della Corgna (con otto sale affrescate dal Pomarancio) e alla Rocca del Leone (con la sua vista a 360 gradi sul lago e sulle colline umbre fino alla Toscana). Il centro è Ztl: bisogna parcheggiare fuori dalle mura e entrare a piedi.
Narni sotterranea e Cesi
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Narni è a 15 km da Terni: sul navigatore si punta al parcheggio del Suffragio, poi c'è l'ascensore per il centro. Narni Sotterranea è un complesso di vicoli scavati sotto l'ex convento di San Domenico, scoperto nel 1979 da un gruppo di speleologi locali che fecero un buco nel muro sbagliato. Dentro ci sono una chiesa medievale del Duecento, resti di una domus romana con cisterna e la cella dell'Inquisizione con i graffiti dei prigionieri ancora sulle pareti. Per acquistare i biglietti e avere informazioni aggiornate sui prezzi e gli orari di ingresso, potete consultare il sito narniunderground.it. Cesi si trova a dieci chilometri a nord di Terni, sui Monti Martani. Il borgo ha origini preromane: una buona parte della popolazione di Carsulae (la città romana sulla Flaminia oggi visitabile come sito archeologico), si trasferì qui dopo la caduta dell’Impero. Da vedere la chiesa di Santa Maria Assunta che custodisce un grande pannello del 1308 dipinto su tavola (dossale) che un tempo fungeva da fondale sull’altare. Salendo nel bosco si arriva alla chiesa di Sant'Onofrio con una vista sulla conca ternana che in una giornata limpida vale da sola il viaggio. Si visita in un paio d'ore, si abbina bene a Narni o alle Marmore nel pomeriggio.
Piediluco e Arrone
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Il lago di Piediluco è a sei chilometri dalla Cascata delle Marmore. Dopo il Trasimeno, è il lago naturale più grande dell’Umbria. Se siete arrivati fin qua e se il clima lo consente, potreste provare la pesca sportiva, oppure esplorare la zona in bici o a piedi. Munendosi di mountain bike o scarpe da trekking, si arriva in un attimo alla Rocca di Albornoz da cui è possibile ammirare il paesaggio lacustre. C’è poi anche la montagna dell’Eco (Monte Caperno) che riproduce un'eco di due endecasillabi quando gli si lancia un grido da una breve distanza. Per chi lo desidera, è possibile fare (meglio se in bici) il giro dei laghi, il giro dei santuari francescani e la scalata del Terminillo (solo per escursionisti esperti). Non è tutto, il lago di Piediluco offre anche la possibilità di fare un giro in battello molto apprezzato dai turisti. Si naviga in continuazione: ci sono imbaracazioni da 20 e 40 posti, ma anche da 4 e 8. Il punto di partenza è la spiaggia Miralago. Durante la navigazione si costeggia il Monte Caperno, si ammira la flora delle sponde del lago e il contorno dei rilievi circostanti. Arrone è dieci minuti più su, lungo la Valnerina. Qui nel 1966, Monicelli girò "L'Armata Brancaleone" con Vittorio Gassman. Il borgo ha ancora l’aspetto di quegli anni: arroccato sul sperone di roccia con il bosco intorno. Il centro storico si divide in due parti: in cima "La Terra", con il castello e la chiesa gotica di San Giovanni Battista piena di affreschi quattrocenteschi; in basso il Rione Santa Maria. Per chi vuole chiudere la giornata in movimento, il fiume Nera sotto Arrone è uno dei tratti preferiti per canoa e rafting. Diversi operatori offrono questo servizio: vale la pena contattarli in largo anticipo.
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