foligno
Una serata dedicata alla musica contemporanea e di ricerca. È quella in programma sabato sera, alle 21.30, al Circolo Arci Subasio (via Emiliano Orfini, 14), con due proposte che condividono un approccio attento alla costruzione del suono e all’ascolto profondo: il londinese James Blackshaw e il duo romano dei MU.
James Blackshaw è un chitarrista solista la cui produzione si colloca a cavallo tra il primitivismo di scuola Takoma, il minimalismo e la tradizione classica europea. La sua musica si sviluppa attraverso un uso articolato del fingerpicking, l’impiego di droni, armonici e strutture ripetitive, mantenendo al contempo una forte tensione melodica. Ne deriva un linguaggio sonoro che unisce rigore compositivo e capacità evocativa, muovendosi tra introspezione e apertura emotiva. Attivo dai primi anni 2000, Blackshaw ha ricevuto attenzione da parte della critica internazionale e ha collaborato con figure rilevanti della scena musicale indipendente quali Swans, Jozef Van Wissem e Current 93. Il suo lavoro più recente, Fractures On The Horizon, pubblicato nel febbraio 2026, prosegue questa ricerca con nuove articolazioni formali e timbriche.
Ad affiancarlo saranno i MU (Federica Vecchio e Adriano Lanzi), che propongono un’esibizione in cui composizione e improvvisazione si intrecciano senza soluzione di continuità. Il progetto prende il nome tanto da un continente mitico quanto dal concetto di Vuoto nella tradizione Zen, e si caratterizza per l’integrazione di linguaggi diversi: elementi della musica classica e contemporanea si fondono con suggestioni folk, post-rock ed elettroacustiche. L’esecuzione si sviluppa come un flusso sonoro in costante trasformazione, in cui i confini tra materiali preparati e gesto immediato tendono a dissolversi. Il recente album Third Trip to Mu, pubblicato nell’ottobre 2025, rappresenta un’ulteriore tappa di questo percorso.
L’appuntamento, inserito nel cartellone del Circolo Arci Subasio, da anni impegnata nella promozione di realtà musicali e artistiche tanto locali quanto internazionali, è realizzato in collaborazione con Holydays, associazione culturale attiva da oltre un decennio nella promozione delle nuove frontiere musicali in Umbria e promotrice, ogni estate, di un festival a Scopoli, divenuto un punto di riferimento per la musica indipendente, con il sostegno del progetto Myro.
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