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“Non solo la grande industria. Nel futuro di Terni c’è anche il turismo. Ma dobbiamo mettere in rete operatori e istituzioni guardando oltre i confini della nostra provincia, a cominciare da Roma”. Così il consigliere comunale Guido Verdecchia ha sintetizzato il convegno che si è svolto martedì pomeriggio a Roma, nella sala Isma del Senato della Repubblica, sul tema: “La porta dell’Umbria - Strategie per un turismo connesso”.
L’iniziativa è stata promossa dall’associazione ThinkTankTerni presieduta da Paola Idilla Carella. A fare gli onori di casa il senatore Andrea Paganella (Lega) che ha parlato del turismo come di “un asse strategico per lo sviluppo dell’Umbria”. “In questi ultimi anni - ha osservato l’onorevole Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia - Terni si è ripiegata su se stessa senza una visione del futuro. Il turismo rappresenta invece una grande opportunità da cogliere. Ma occorre investire sulle infrastrutture e creare connessioni con regioni vicine come le Marche”. Un tema, questo, che ha ripreso anche l’onorevole Giorgia Latini (Lega). Ivana Jelinic, amministratore delegato Enit, orgogliosa delle sue origini umbre, essendo nata a Panicale, ha ricordato che “l’Umbria è amata dai turisti di molti Paesi europei, ma ha ancora troppe potenzialità inespresse anche perché non è facilmente accessibile. Noi umbri - ha aggiunto - con tutte le tasse che paghiamo vorremmo più servizi”.
L’ad ha poi ricordato l’attività dell’ente che si occupa della promozione del turismo e del brand Italia in tutto il mondo. Per Fabrizio Antolini, dell’Osservatorio Nazionale Turismo, “l’Italia, in termini di presenze, è seconda in Europa solo alla Spagna. Occorre puntare sulla destagionalizzazione e la delocalizzazione, ma per questo c’è bisogno del sostegno della politica che deve esercitare un ruolo ancillare rispetto al turismo domestico. In questa prospettiva il turismo digitale avrà un ruolo sempre più significativo e di conseguenza andranno potenziati lo smartworking e le infrastrutture digitali.
La partita si gioca sulla ricettività ed il brand Umbria che si coniuga con lo stare bene, i ritmi lenti, la natura, l’arte e la storia”. “Senza redditività delle imprese - ha aggiunto Giuliana Piandoro, vice segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria - è difficile immaginare lo sviluppo del turismo. Negli ultimi 20 anni la popolazione produttiva, in 14 Comuni umbri presi in esame, è calata di 15 mila unità mentre il reddito medio a Terni risulta tra i più bassi della regione. E questo spiega perché sempre più giovani si spostano altrove. Il turismo nel Ternano deve scommettere sull’enogastronomia e su eccellenze naturali come la cascata delle Marmore che va collocata tra i siti Unesco”. Nilo Arcudi, consigliere della Regione Umbria, ha osservato che “negli ultimi 10 anni il Pil è cresciuto in Umbria sotto la media nazionale.
La cascata delle Marmore così come Assisi e San Francesco vanno posti al centro dell’immagine che l’Umbria vuole dare di sè”. Per Filippo Orsini, direttore dell’Archivio comunale di Todi, “gli antichi romani erano più avanti di noi visto che disponevano di due autostrade veloci come l’Amnerina e la Flaminia e di un fiume, come il Tevere, navigabile. Oggi abbiamo il Cammino dei borghi silenti e tante altre eccellenze che rappresentano un valore aggiunto”.
Il sindaco di Montecastrilli, Riccardo Aquilini, ha parlato della rete dei cammini che coinvolge il suo Comune, a cominciare dal progetto delle Big Bench, “le maxi panchine che permettono al visitatore di tornare bambino”. E poi, soffermandosi sulle ragioni dello spopolamento dei borghi, ha ricordato che “i giovani laureati sono sempre di più. E tutti cercano la propria realizzazione nelle città più grandi. A Montecastrilli però - ha aggiunto - la popolazione quest’anno è aumentata di 13 unità: ancora pochi, ma è già un segnale incoraggiante”. Aquilini ha poi ricordato i paesaggi collinari, unici al mondo, della sua terra e la tradizione agricola pluriennale che ha portato Montecastrilli ad avere il più alto indice di meccanizzazione agricola in Italia ed una manifestazione prestigiosa come Agricollina che richiama visitatori da tutta Italia.
Raffaele de Lutio, presidente Fai Umbria, si è soffermato sul lavoro che il Fondo Ambiente Italiano porta avanti sul territorio e sul successo delle ultime Giornate del Fai di primavera. Poi ha parlato del Rio Grande di Amelia come “luogo del cuore” del Fai e dei lavori di ripristino che porteranno alla riapertura dell’antica diga romana. Luciano Clementella, sindaco di San Gemini, presente al convegno di Roma insieme all’assessore alla Cultura Micol Burrai, ha posto l’accento sul binomio arte e tradizioni: dal Canova, che soggiornava nel borgo ed a cui è dedicato un palazzo storico, a Carsulae fino alla Giostra dell’Arme di cui quest’anno si celebra la 53esima edizione e che, nel 2025, “ha fatto registrare 50 mila presenze in 15 giorni”.
Clementella ha parlato anche degli sbandieratori e del “progetto di recupero dell’area della Fonte di Sangemini con la realizzazione di un grande parco termale, unico in Umbria”. L’assessore al Turismo del Comune di Terni, Tiziana Laudadio, si è soffermata sul “progetto della Valle Incantata, la navigabilità del fiume Velino tra Piediluco e Greccio ed il compleanno della cascata delle Marmore che festeggia i suoi primi 2.300 anni di vita”. La parola è poi passata agli operatori turistici con Marco Fioroni che ha ricostruito la genesi del Cammino dei Borghi Silenti, da lui ideato, e del Cammino delle Big Bench che ha preso in gestione dal Comune per i prossimi 5 anni. Marco Angeletti si è invece concentrato sui percorsi ciclabili come l’itinerario Terni-Narni, il Trail Terre Arnolfe su 3 anelli e la Via dell’Acqua da Assisi a Roma in bicicletta.
Il turismo esperienziale è stato al centro delle riflessioni di Susanna Sabatini, presidente del Dit Terni. “Il valore aggiunto - ha osservato - sta nel mondo in cui raccontiamo l’Umbria ai turisti, trasformando così il passaggio in permanenza”. E ha poi rilanciato il progetto del maxi ascensore panoramico tra i due belvederi della cascata delle Marmore. “Era già finanziato e dobbiamo fare di tutto per centrare questo obiettivo. Il console Manio Curio Dentato, a cui si deve il salto delle Marmore, ci insegna che la mano dell’uomo sull’ambiente può lasciare dei segni indelebili e preziosi che restano nella storia. Oggi - ha aggiunto - possiamo fare altrettanto con un’altra grande opera, come appunto l’ascensore, da lasciare alle future generazioni”. Il convegno si è concluso con Stefano Maina, di “Rome Boat”, tour operator della flotta di traghetti che ogni giorno mostra la Capitale a migliaia di turisti da un angolo visuale, unico nel suo genere, come è quello del fiume Tevere. L’auspicio è che presto si possa fare altrettanto sui corsi d’acqua del Ternano, dal Nera al Velino, e sul lago di Piediluco.
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