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ASSISI

Il nuovo vescovo Felice Accrocca si è insediato in diocesi: "Esploda la bomba atomica di Francesco"

"Sogno una chiesa di pace, per la città della pace"

Flavia Pagliochini

26 Marzo 2026, 08:44

Il nuovo vescovo Felice Accrocca si è insediato in diocesi: "Esploda la bomba atomica di Francesco"

Noi abbiamo la bomba atomica di Francesco e dobbiamo far esplodere questa bomba come fece lui con gesti paradossali ma evangelici, perché il Vangelo ha le sue ragioni che la ragione non ha”. Sono state le prime parole del vescovo Felice Accrocca durante l’omelia dopo aver ricevuto il pastorale dal suo predecessore monsignor Domenico Sorrentino nella cattedrale di San Rufino.

“Non ho programmi mi sembra irrispettoso presentarmi con programmi già fatti - ha aggiunto rivolgendosi ai fedeli il nuovo vescovo della diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e che sabato prenderà possesso anche della diocesi di Foligno rivolgendosi - ci conosceremo a poco a poco e indicheremo assieme mete nuove. Non ho progetti né programmi, ma ho un sogno: salendo in città, venendo dalla Porziuncola, poco prima della prima rotonda, ci accoglie una scritta: benvenuti in Assisi città della pace. Ecco, sogno una chiesa di pace, per la città della pace. Vorrei che questa città contribuisse a instaurare una pace diversa nel mondo in un momento in cui il mondo è su un crinale pericoloso: la guerra si ammanta di parole come giustizia e libertà, ma gli interessi sono altri e a muoverli sono poche persone, a spese degli anelli deboli della catena che sono i primi a morire”. “Caro fratello Felice - le parole di monsignor Sorrentino - metti i piedi, e non è certo nuovo per te, in una terra di Santi: il patrono San Rufino, i compatroni San Rinaldo a Nocera e beato Angelo a Gualdo, San Francesco e Santa Chiara, tanti altri che li hanno seguiti fino al giovanissimo Carlo Acutis. Santi, che attirano il mondo ma non bisogna dimenticare che anche questa Chiesa conosce anche le fatiche della fede”.

Prima della messa per la presa di possesso a San Rufino, monsignor Accrocca ha simbolicamente visitato la città in sei tappe, a partire dalla Porziuncola: ad accoglierlo il custode e vicario episcopale per la Basilica, padre Massimo Travascio e dal provinciale dei Frati Minori, fra Francesco Piloni: “Accogliamo con profonda gioia il nuovo pastore”, le parole di fra Piloni, mentre padre Travascio ha sottolineato la coincidenza di date “angelane”, visto che “Il giorno dell’Annunciazione richiama anche il 25 marzo 1569, quando fu posta la prima pietra della Basilica”.

Monsignor Accrocca è poi andato all’Istituto Serafico, la presidente della struttura, Francesca Di Maolo, accompagnata dal cappellano, fra Alfredo Avallone, da alcuni ragazzi e dagli operatori ha sottolineato: “La visita al Serafico non è un gesto simbolico, ma l'impronta di un futuro che sceglie la prossimità”. È seguita preghiera nella Basilica di San Francesco, dove monsignor Accrocca è stato accolto dai francescani conventuali e dal custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni. “Conosciamo monsignor Accrocca da molto tempo, soprattutto per la sua profondissima competenza negli studi francescani”, le parole del Custode.

Terzultima tappa del pomeriggio, la preghiera al Santuario della Spogliazione dove monsignor Accrocca, è stato accolto dal Rettore del Santuario, padre Marco Gaballo, dai genitori di San Carlo Acutis e da una rappresentanza di giovani. Alle 17.30 la preghiera nella Basilica di Santa Chiara e il saluto alle Clarisse del Protomonastero, dove il vescovo è stato accolto dal ministro provinciale dei Frati Minori, Piloni, insieme al vicario della comunità dei frati e dalla suora clarissa esterna.

Prima dell’arrivo a San Rufino, in piazza del Comune l’accoglienza e l’incontro con le autorità civili e militari: a portare i saluti il sindaco della Città di Assisi, Valter Stoppini, insieme alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. “Lei - ha detto Stoppini - ha seguito il Poverello ben prima di diventare nostro vescovo: oggi siamo onorati di accoglierla qui”. “Un momento importante per tutta la nostra comunità regionale, che riconosce nel ruolo del vescovo un riferimento spirituale, culturale e civile”, ha aggiunto Proietti. Il vescovo è poi salito a piedi per fare il suo ingresso in cattedrale dove, sul sagrato, non è mancato l’omaggio di una rappresentanza dell’Ente Calendimaggio e delle due Parti in costume.

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