Trevi
C’è un momento, nello sport, in cui il risultato smette di essere la cosa più importante. È il momento in cui emergono i valori più autentici: solidarietà, rispetto, senso di appartenenza. È accaduto durante la corsa campestre svoltasi a Foligno nelle scorse settimane, dove un ragazzo ha scelto di fermarsi per aiutare un compagno di classe in difficoltà, rinunciando alla propria performance per non lasciare indietro nessuno.La bella storia è stata raccontata in occasione delle premiazioni della competizione che si sono tenute nella sala conferenze del Museo di Trevi nei giorni scorsi.
Un gesto semplice, ma tutt’altro che scontato e che racchiude il significato più profondo dello sport: non solo competizione, ma formazione. La giornata accompagnata dai professori e dalla dirigente dell’Istituto comprensivo “T. Valenti”, Simona Perugini, ha rappresentato una vera lezione di vita. Non solo corsa ma educazione alla condivisione, al sacrificio, al sostegno reciproco. Un percorso in cui contano sì l’impegno e la passione, ma soprattutto la capacità di riconoscere nell’altro un compagno di viaggio, e non un avversario da superare.
“Lo sport – sottolinea Mirko Menicacci, assessore allo Sport – è uno straordinario strumento educativo: non solo migliora la tecnica, ma forma il carattere, insegna il rispetto e rafforza il senso di comunità, dove nascono amicizie e condivisione. Un ringraziamento ai ragazzi, ai docenti, in particolare ai professori Santarelli e Stocchi, ai professori di musica, alla dirigente Perugini e alle famiglie, per il loro impegno nel trasmettere questi valori. Da soli si va veloci, ma è insieme che si costruiscono le vittorie più belle e si arriva lontano".
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