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Vent'anni di Festival internazionale del giornalismo a Perugia: voci dai teatri di guerra

Sabrina Busiri Vici

24 Marzo 2026, 06:03

Vent'anni di Festival internazionale del giornalismo a Perugia: voci dai teatri di guerra

“Quando mi venne l’idea e la condivisi con Chris, tutto sembrava impossibile per due come noi che non facevano parte del giro che conta. Sulla carta non avevamo nessuna possibilità di riuscirci. E invece ce l’abbiamo fatta. E siamo qui oggi a festeggiare i 20 anni del Festival internazionale del giornalismo, dal 15 al 18 aprile. Un risultato ottenuto grazie a una comunità internazionale diventata protagonista e grazie a una città come Perugia, capace di accogliere queste persone e farle sentire a casa”. E’ così che l’ideatrice Arianna Ciccone, insieme al marito e co-fondatore Christopher Potter, all’hotel Brufani ha presentato l’edizione del ventennale. “Chris e io, in realtà, siamo uno piattaforma a servizio di una comunità che ha capito l’importanza di questo progetto ”.

Un festival che, come è stato ricordato e sottolineato, si fonde con la città di Perugia in ogni suo aspetto. I tanti luoghi del centro storico, ufficiali e non, sono diventati via via punto di riferimento della comunità. Quest’anno, poi , se ne aggiunge un altro: la terrazza del Mercato Coperto-Città del cioccolato dove è prevista una grande festa nella giornata conclusiva sabato 18 aprile. “Ci sarà un palco dove chi vorrà potrà salire e raccontare la propria esperienza personale con il festival”, fanno sapere. Con Ciccone e Potter al tavolo anche la presidente della giunta Stefania Proietti, la sindaca Vittoria Ferdinandi e il vice presidente della Regione, assessore alla cultura, Tommaso Bori. Un incontro in cui tutti hanno ribadito il sostegno e la volontà di puntare sul binomio giornalismo-Perugia.
Numeri e contenuti: 500 speaker da tutto il mondo e 200 eventi in quattro giorni. “Parleremo di Ucraina, di Gaza e dell’Iran - specifica Ciccone - : è un mondo effettivamente stravolto e l'attenzione sarà principalmente sulla guerra. Non mancheranno temi come l’intelligenza artificiale, i social media, i diritti civili e i diritti di genere”. E su tutto un messaggio positivo: “Il mondo è angosciante e le sfide per la tenuta democratica sono terrificanti, ma c'è chi resisti - prosegue Arianna -. Giornalisti e cittadini resistono insieme. Non dobbiamo cedere. Celebriamo questi vent'anni sottolineando la solidità di questa comunità. Sono sicura che, insieme, supereremo questo momento difficile. Lo faremo mettendoci in ascolto delle voci che arrivano direttamente da Gaza, delle testimonianze delle vittime e dei giornalisti dissidenti russi finiti nelle liste dei ricercati. Abbiamo bisogno di sentire queste voci di coraggio: loro hanno bisogno del nostro sostegno e noi abbiamo bisogno di sapere che siamo insieme in questa battaglia radicale per le nostre democrazie”.
Tra le voci in arrivo ci sarà Wael Al-Dahdouh, il giornalista palestinese di Al Jazeera. “È uno dei giornalisti più stimati e la sua presenza è per noi fondamentale”. Da Gaza arriva Adel Zaanoun, capo dell’ufficio stampa di AFP, che lavora costantemente sulla Striscia. Un'altra presenza importantissima sarà quella di David McCraw, a capo dello studio legale del New York Times. “In un momento in cui il potere attacca ferocemente l’indipendenza dell’informazione, le sue battaglie sono esemplari”, commenta Ciccone.

“Non mancheranno i dissidenti russi, come i giornalisti della testata Meduza. Tra loro ci sarà la direttrice Galina Timchenko e Ivan Kolpakov, che proprio in questi giorni è stato inserito nella lista dei ricercati dal governo russo. Sentiremo anche Rosario Aitala, vice presidente della Corte Penale Internazionale. Su di lui pende un mandato di cattura emesso dalla Russia proprio a causa del suo lavoro sui crimini di guerra. Abbiamo bisogno di queste voci di coraggio - ha concluso Ciccone -: hanno bisogno del nostro sostegno e noi di sapere che siamo uniti in questa battaglia radicale per le nostre democrazie. Sono sicura che, insieme, ce la faremo”.

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