Città di Castello
Un dato pare già assoldato: il bellissimo restauro del chiostro di san Domenico e della Chiesa della Carità piace oltre modo ai tifernati. La riprova è stato abbraccio della città al chiostro di San Domenico ed ex chiesa di Santa Maria della Carità.
Un vero e proprio boom di presenze, circa 1.000 visitatori, in gran parte tifernati, hanno colto con entusiasmo l’occasione rappresentata dalle aperture straordinarie a ingresso libero che l’amministrazione comunale di Città di Castello, con l’assessorato alla Cultura, ha programmato per la scorsa domenica pomeriggio e replica con lo stesso orario domenica prossima. Nella prima occasione, un flusso continuo e costante di visitatori ha accompagnato l’intero pomeriggio.
Il pubblico ha particolarmente apprezzato i lavori di recupero e la straordinaria bellezza degli affreschi, riscoprendo due luoghi di grande valore storico e artistico per la città. Grazie al personale di Poliedro Cultura, i tesori del complesso architettonico a due passi dalla pinacoteca comunale possono essere ammirati per la prima volta da chi non ha potuto partecipare all’inaugurazione e, magari, anche da chi vorrà tornare con familiari e amici. Tra le sorprese che lasciano senza fiato, specialmente al calar della sera con la nuova suggestiva illuminazione del loggiato, c’è il ciclo pittorico dipinto nelle lunette che impreziosiscono il loggiato, dedicato alle storie della Beata Margherita della Metola e realizzato dal tifernate Giovan Battista Pacetti, detto lo Sguazzino, e dall’aretino Salvi Castellucci, oggi completamente restaurato.
Assolutamente da non perdere poi la possibilità di entrare nell’ex chiesa di Santa Maria della Carità, appartenuta secondo alcuni studiosi all’Ordine dei Cavalieri Templari prima dell’arrivo dei Domenicani. Un gioiello che con i suoi affreschi pienamente recuperati, dopo il precedente intervento di messa in sicurezza e recupero effettuato tra il 2008 e il 2012 dal ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Regionale per l'Umbria, parla di una storia mistica e misteriosa ancora tutta da capire e scrivere, in particolare con la stupenda raffigurazione dell’ultima cena di Gesù con gli apostoli. Il chiostro di San Domenico e l’ex Chiesa della Carità sono stati restaurati e riqualificati per tornare a disposizione della collettività. Saranno luoghi vivi e vissuti, che potranno ospitare eventi culturali e sociali, come nuovi punti di riferimento per la vita pubblica cittadina. Parte di un antichissimo convento già dei Padri Domenicani nel XVII secolo, la cui struttura originaria risale al XII secolo, il complesso architettonico è stato restituito a uno splendore assolutamente straordinario dall’intervento da 2.520.000 euro (finanziato dal Pnrr per 2.350.000 euro e cofinanziato dal Comune con 170.000 euro) che è stato progettato dall’architetto Valerio Borzacchini.
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