Attualità
Gestori di distributori e automobilisti alle prese con il caro carburante. I prezzi alle stelle continuano ad apparire luminosi sui tabelloni dei distributori, alimentando una caccia alla convenienza che nemmeno il temporaneo decreto sul taglio delle accise di 25 centesimi – emesso lo scorso 19 marzo e destinato a durare 20 giorni - è riuscito del tutto a sanare. Tra giri in macchina alla ricerca del miglior prezzo e il clima di tensione che si respira anche al benzinaio di fiducia, gestori e clienti diventano – a sentirli – spettatori inermi di un sistema che non possono controllare.
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“La corsa ai distributori, segnata inizialmente dall’aumento dei prezzi, si è stabilizzata in questi giorni dopo il decreto carburanti - spiega Giulio Guglielmi, presidente di Figisc Umbria Confcommercio -. Da parte nostra abbiamo provveduto subito ad allineare il listino prezzi. Dovendo sottostare a ciò che la società petrolifera ci comunica, non possiamo intervenire sul prezzo e di conseguenza dobbiamo subito adeguarlo in base alla richiesta”.
Tradotto, nella vita di un dipendente aziendale succede questo: “Mediamente spendo più di 1.300 euro al mese in carburante. Un costo che influisce nel budget aziendale, considerando che abbiamo circa 20 automobili parliamo di circa 26mila euro al mese complessivi - dice un cliente del distributore -. Stando ai prezzi che si trovano in giro li definirei variabili e ingiustificabili, richiederebbero dei controlli approfonditi. Nei giorni scorsi parlavamo addirittura di 2,50 euro al litro. Purtroppo il caro carburante non ha influito sulle abitudini di utilizzo dell’automobile. I miei colleghi e io ci lavoriamo portando servizi di assistenza agli ospedali e per questo non possiamo fare a meno di spostarci con la macchina. È solo un costo in più nell’economia aziendale”. Un costo che pesa anche sui risparmi dei più giovani: “Spendo tra 400 e 500 euro di carburante al mese e ho bisogno di fare rifornimento una o due volte a settimana - racconta un ragazzo che ha appena fatto rifornimento -. Lavorando fuori Perugia ho bisogno del mezzo per spostarmi e non posso ricorrere a soluzioni alternative, non ho altre possibilità”.
Guglielmi approfondisce il momento difficile: “Capita spesso che gli automobilisti non conoscano le dinamiche che ci sono dietro la gestione di un distributore e se la prendono quindi direttamente con noi. Questo aspetto rimane il nodo più difficile da risolvere. I distributori sono l’ultima ruota del carro. A dirla tutta, per noi è un grave disagio avere queste cifre così alte, perché se nelle cisterne ci sono ancora litri di carburante acquistati prima del taglio, con le accise più alte, il distributore vende in perdita. Ora ci si chiede quando recupereremo queste accise. Il 7 aprile quando finirà? Non si sa, sappiamo solo che il gestore ha perso ciò che aveva già acquistato con le accise originarie. Dopo il primo sobbalzo degli aumenti schizzati sopra i 2 euro al litro di benzina e gasolio, c’è stato un po’ di fermo a livello di vendite. Ora l’andamento si sta ristabilizzando e anche la paura di ritrovarsi con scarse quantità di prodotto a causa del conflitto nel Golfo sta diminuendo”.
Esprime la sua anche un cliente non abituale e straniero: “È incredibile che il governo italiano investa per ridurre il prezzo del carburante. Io sono israeliano, vengo dal Paese che ha causato questi problemi legati all’aumento dei prezzi”.
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