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IL FATTO DEL GIORNO

Referendum giustizia, il voto in Umbria: chi vince tra il Sì e il No. Lo spoglio in tempo reale

Tutti i risultati comune per comune (e nazionali) sulla riforma

Andrea Pescari

23 Marzo 2026, 15:02

Referendum giustizia, il voto in Umbria: chi vince tra il Sì e il No. Lo spoglio in tempo reale

I DATI DEFINITIVI IN UMBRIA: NO AL 51,68% (219.751 voti); SÌ AL 48,32% (205.479 voti). Schede nulle: 1.835; Schede bianche: 1.002; Schede contestate: 7.

I DATI DEFINITIVI DEL VOTO IN ITALIA (61.531 su 61.533 sezioni): NO AL 53,74%; SÌ AL 46,26%.

Aggiornamento 18.03: "Abbiamo vinto, oggi è una giornata bellissima, una grandissima mobilitazione popolare, la maggioranza del Paese che ha fermato una riforma sbagliata e che ha partecipato per difendere la costituzione". Così la segretaria del Pd Elly Schlein nel corso di una conferenza stampa al Nazareno. "È una vittoria che è ancora più bella - ha aggiunto - perché partivamo da una sconfitta annunciata e invece abbiamo ribaltato quell'esito".

Aggiornamento 17.36: In una nota a firma di Emma Pavanelli, deputata M5S; Thomas De Luca, assessore Regione Umbria; Luca Simonetti, consigliere regionale M5S; David Fantauzzi, coordinatore regionale M5S Umbria:

L'esito del referendum sulla giustizia conferma che i cittadini hanno pienamente colto l'importanza della posta in gioco: la tenuta dell'ordinamento democratico della nostra Repubblica basato sulla nostra Carta Costituzionale. È stato clamorosamente sconfitto chi ha tentato di utilizzare questo Referendum politicizzandolo contro l'attuale Governo regionale. Il grande lavoro di informazione e sensibilizzazione svolto capillarmente sul territorio ha portato gli elettori alle urne, questo è senza dubbio l'elemento più importante. Aver informato ha permesso alla cittadinanza di comprendere la reale portata dell'appuntamento referendario e le conseguenze di un eventuale vittoria del SI. I dati sull'affluenza dicono che l'Umbria si attesta come la terza regione in Italia per partecipazione al voto. Questo risultato dimostra che, quando sollecitati su temi fondamentali, i cittadini rispondono con una partecipazione attiva e consapevole. Il Movimento 5 Stelle rivendica con orgoglio il proprio ruolo in questa campagna, avviata già a gennaio attraverso un'intensa attività sul territorio e interrogazioni parlamentari. Ci siamo esposti anche quando i sondaggi per il NO erano fermi al 30%, abbiamo puntato sulla trasparenza, sulla necessità di un voto consapevole, libero e maturo. Vogliamo ringraziare gli elettori umbri, i portavoce, gli attivisti, i comitati e i volontari che hanno reso possibile questo risultato. L'informazione ha funzionato e l'Umbria ha dimostrato, ancora una volta, di essere una regione dove il senso civico e l'attenzione ai diritti costituzionali hanno radici profonde e condivise. La vittoria del NO ribadisce un principio cardine della nostra democrazia: tutti i cittadini devono essere uguali di fronte alla legge.

 

Aggiornamento 17.10: Le parole del sindaco di Terni Stefano Bandecchi in un video condiviso sui propri canali social: "Il risultato del referendum è chiaro: ha vinto il No. Ed è un risultato che va rispettato senza ambiguità, perché quando i cittadini votano, la loro scelta è sempre sovrana. Resto convinto che, quella proposta, fosse una riforma giusta e necessaria, una riforma che puntava a rendere la Giustizia più equilibrata, più trasparente, più credibile".

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Stefano Bandecchi (@bandecchistefano)

 

 

Aggiornamento 17.02:  Il No al 53,92%, il Sì al 46,08%. Questa la situazione in Italia degli scrutini del referendum sulla riforma della giustizia, quando sul sito Eligendo del Viminale sono disponibili i dati di 54.527 sezioni su 61.533.

Aggiornamento 16.54: La sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi dà appuntamento ai cittadini in piazza IV Novembre alle 18.30: "Festeggiamo insieme il No"

Aggiornamento 16.50"Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia". Lo dice in un videomessaggio la premier Giorgia Meloni, commentando la vittoria del No al referendum sulla giustizia.

Aggiornamento 16.42: Quando ormai mancano meno di 100 sezioni da scrutinare, il No ha vinto anche in Umbria con oltre il 51% delle preferenze

Aggiornamento 16.36:  Il No al 54,26%, il Sì al 45,74%. Questa la situazione in Italia degli scrutini del referendum sulla riforma della giustizia, quando sul sito Eligendo del Viminale sono disponibili i dati di 42.561 sezioni su 61.533.

Aggiornamento 16.25: In Umbria, con 804 sezioni scrutinate su 997, il No (51,73%) supera il Sì (48,27%)

Aggiornamento 16.20"Io non dico che dovrebbe fare Giorgia Meloni, io mi dimisi. Lo so personalmente quanto è doloroso perdere un referendum costituzionale, ma perdere e uscire fischiettando" non si può fare. "Quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare". Lo dice Matteo Renzi a Radio Leopolda. "Quando un leader perde il tocco magico, tutti intorno a lui cominciano a dubitare e solo una cosa non può fare: non può far finta di nulla".

Aggiornamento 16.14: "Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!". Lo scrive sui social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

Aggiornamento 16.12In Umbria, con 701 sezioni scrutinate su 997, il No (51,68%) supera il Sì (48,32%)

Aggiornamento 16.06:  Il No al 54,73%, il Sì al 45,27%. Questa la situazione in Italia degli scrutini del referendum sulla riforma della giustizia, quando sul sito Eligendo del Viminale sono disponibili i dati di 25.105 sezioni su 61.533.

Aggiornamento 16.04: In Umbria, con 645 sezioni scrutinate su 997, il No (51,82%) supera il Sì (48,18%)

Aggiornamento 16: In provincia di Perugia, Lisciano Niccone e Montone si schierano con il No, mentre Monte Castello di Vibio, Valfabbrica e Monte Santa Maria Tiberina con il Sì.

Aggiornamento 15.58: In provincia di Terni, Arrone e Otricoli si schierano con il Sì, mentre Lugnano in Teverina con il No.

Aggiornamento 15.49:  Il No al 54,38%, il Sì al 45,62%. Questa la situazione in Italia degli scrutini del referendum sulla riforma della giustizia, quando sul sito Eligendo del Viminale sono disponibili i dati di 15.287 sezioni su 61.533.

Aggiornamento 15.49: In Umbria, con 403 sezioni scrutinate su 997, il No (79.261 voti - 51,84%) supera il Sì (73.627 - 48,16%)

Aggiornamento 15.47: Dalle 3 sezioni su 3 di Montegabbione preferenze al No (54,51%)

Aggiornamento 15.44: Secondo la prima proiezione del Consorzio Opinio Italia per la Rai, relativa al referendum sulla riforma della giustizia, il Sì è al 46,9%, il No è al 53,1%.

Aggiornamento 15.42: Dalle 2 sezioni su 2 di Montefranco (TR): 363 voti per il Sì (59,90%) e 243 per il No (40,10%).

Aggiornamento 15.40: In Umbria No al 51,74% e Sì al 48,26% con 236 sezioni scrutinate su 997.

Aggiornamento 15.37: In Italia No al 54,17%, il Sì al 45,83%. Questa la situazione degli scrutini del referendum sulla riforma della giustizia, quando sul sito Eligendo del Viminale sono disponibili i dati di 4.573 sezioni su 61.533. 

Aggiornamento 15.34: Nel comune di Polino (1 sezione su 1) preferenza al Sì (62 voti - 51,24%)

Aggiornamento 15.32: In Umbria, con 83 sezioni scrutinate su 997, il No con 11.416 voti (51,35%) supera il con 10.815 voti (48,65%).

Aggiornamento 15.30: A livello nazionale, con 544 sezioni scrutinate su 63.740, il No è attestato al 54%, mentre il si ferma al 46%. Il dato arriva nelle primissime fasi dello spoglio, ancora in corso, dopo una partecipazione che ha superato il 58% degli aventi diritto. Nelle prossime ore sono attesi aggiornamenti più consolidati sull'esito della consultazione.

Aggiornamento 15.27: Dalle 2 sezioni su 2 di Sellano: 323 voti per il Sì (66,87%) e 160 per il No (33,13%).

Aggiornamento 15.24: Il primo risultato definitivo in Umbria arriva da Poggiodomo (1 sezione su 1): vince il Sì (34 voti) sul No (11 voti).

Aggiornamento 15.14: A livello nazionale, in base ai primi dati disponibili sul sito Eligendo del Viminale, quando sono state scrutinate 39.660 sezioni su 61.533, l'affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è al 58,67%.

Aggiornamento 15.06: In base al I exit poll del Consorzio Opinio Italia per Rai sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia il Sì è al 47%-51% e il No è al 49-53%. Copertura del campione 83%.

Aggiornamento 15.05: In base al I instant poll a cura di Swg per TgLa7 sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia il Sì è al 47-51% e il No è al 49-53%. Copertura del campione 79%.

 

Vincerà il Sì o il No? E' il giorno dei risultati del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Oggi lunedì 23 marzo, alle 7, si sono riaperti i seggi per gli ultimi voti. Le urne rimangono aperte fino alle 15, poi inizia lo spoglio. Qui in tempo reale i risultati della votazione, con approfondimento sull'Umbria, comune per comune.

Affluenza alle 23 di domenica 

Alle ore 23 di domenica 22 marzo hanno votato il 50,11% degli aventi diritto: nella provincia di Perugia il 50,42%, mentre in quella di Terni il 49,21%. Nelle città di Perugia e Terni, rispettivamente, il 52,84% e il 48,19%.

I numeri del voto in Umbria

Hanno diritto al voto 658.038 umbri come dai dati diffusi dalle prefetture di Perugia e Terni. A questi vanno aggiunti gli umbri residenti all'estero, iscritti all'Aire (l'anagrafe degli italiani residenti all'estero) che hanno potuto votare regolarmente per corrispondenza (in Italia sono oltre 5 milioni, il dato umbro non è stato reso noto). Anche in Umbria, come nel resto d'Italia, gli studenti fuorisede non hanno potuto esprimere il loro voto a meno che non siano tornati nella regione di residenza.

I seggi sono 997, di cui 704 in provincia di Perugia spalmati nei 59 comuni e i restanti 293 nei 33 comuni della provincia di Terni.

Un calo di aventi diritto e di seggi. Nel 2020, quando gli umbri vennero chiamati a votare per la riduzione del numero di parlamentari di Camera e Senato, erano 666.602 gli aventi diritto e 1.005 i seggi (23 in meno di 10 anni prima). Le scuole sede di seggio resteranno chiuse lunedì e martedì.

Referendum confermativo: cosa vuol dire?

 

Il referendum in programma a marzo 2026 è regolato dall’articolo 138 della Costituzione: si tratta di un referendum costituzionale, volto a confermare o respingere una legge di revisione della Costituzione o un’altra legge costituzionale già approvata dal Parlamento.

 

A differenza del referendum abrogativo, il referendum ex art. 138 ha carattere confermativo, ossia consente a cittadine e cittadini di pronunciarsi sull’entrata in vigore di una modifica costituzionale.

 

Non c'è quorum

 

Altra caratteristica rilevante del referendum costituzionale è l’assenza del quorum di partecipazione. Per il referendum popolare confermativo non è previsto alcun quorum di partecipazione. Il risultato è valido qualunque sia il numero degli elettori che si recano alle urne. L’esito del referendum determina l’entrata in vigore della legge costituzionale in caso di prevalenza dei voti favorevoli, la mancata promulgazione della legge in caso di prevalenza dei voti contrari.

 

Il quesito

 

Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?

Cosa prevede la riforma

 

La legge costituzionale oggetto del referendum, approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana numero 253 del 30 ottobre 2025, prevede, in sintesi, l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, l’estrazione a sorte dei componenti e la creazione di un’Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari.

 

Come viene modificata la Costituzione

 

La riforma modifica sette articoli della Costituzione: 87, 102, 104, 105, 106, 107, 110. Nell'articolo 102 viene introdotta in Costituzione la divisione delle carriere tra i giudici (magistrati giudicanti) e i pubblici ministeri (magistrati requirenti). Nell'articolo 104 viene riformato il Consiglio Superiore della Magistratura e suddiviso tra due Consigli superiori distinti per magistrati giudicanti e requirenti. Nell'articolo 105 viene introdotta la nuova Alta Corte disciplinare. Nell'articolo 87 viene attribuita al Presidente della Repubblica la presidenza di entrambi i nuovi Consigli superiori. Nell'articolo 106 viene aggiunta la possibilità di nominare (per meriti insigni) un pubblico ministero come consigliere di Cassazione. Negli articoli rimanenti vengono previste alcune modifiche conseguenti alla separazione tra i due Consigli superiori.

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