FOLIGNO
La prima volta alle urne per Walter Paci, classe 1933, risale al 25 maggio 1958, la terza elezione politica della Repubblica, che vide affermarsi la Democrazia Cristiana di Amintore Fanfani come prima forza politica del Paese. Da allora, il novantatreenne folignate non ha mai mancato un appuntamento alle urne, dal Dopoguerra in poi. Sono settant'anni che entra in cabina elettorale, nonno Walter, due figli, due nipoti e un pronipote. Lui, che ha partecipato a 17 elezioni politiche, 70 referendum nazionali e 10 consultazioni europee, è ormai un superveterano del voto, fedele da una vita a quello che ritiene non solo un dovere civico ma un imperativo morale. Ha risposto presente anche ieri al referendum costituzionale confermativo sulla cosiddetta 'Riforma Nordio' e, accompagnato dalla figlia Fabiola, ha varcato la soglia del seggio 40 di Vescia, alla prima periferia di Foligno, presieduto da Maria Pia Damiani.
Nonostante un recente incidente che l'ha costretto dal mese di agosto sulla sedia a rotelle, Paci, che non nasconde le sue simpatie politiche ("Mio padre ha fondato la sezione dell'ex Partito Comunista di Vescia"), racconta di quando si è recato alle urne dopo la morte di Enrico Berlinguer, quando la sinistra ebbe a confrontarsi con le sfide successive al tramonto del cosiddetto 'compromesso storico': "Era l'estate del 1987 e Berlinguer era morto tre anni prima. L'atmosfera era surreale, tutto sembrava incerto. C'era la gente che parlava di futuro, di rinnovamento e andare a votare significava sentirsi parte di qualcosa di grande."
- E lo è, grande, esercitare il diritto di voto, signor Walter?
“E me lo chiede? Ogni voto conta. Lo dico sempre ai giovani, io. Andate alle urne, esprimete la vostra opinione, fate sentire la vostra voce. Ché poi...”
- Poi?
“Poi uno non si può lamentare che le cose non funzionino se quando è il momento non si prende la briga di dare il proprio contributo, di esserci. Troppo facile stare alla finestra a guardare”.
- C'è mai stato lei alla finestra?
“Mai. Mi sono sempre rimboccato le maniche, ho sempre creduto nella democrazia. Non avevo nemmeno tredici anni quando si decise tra Monarchia e Repubblica ma benché fossi un bambino avevo già capito una cosa semplice”.
- Cosa?
“Se vuoi che le cose cambino, ti devi impegnare per farle cambiare”.
Già. Non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te ma chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese. Dal discorso d'insediamento del Presidente degli Stati Uniti John Kennedy è trascorso più di mezzo secolo ma per Walter Paci le sue parole sono vive come allora, più di allora. Scolpite nelle sue rughe di quasi centenario.
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