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PERUGIA

La città del futuro ideata da Ciuffini e i progetti della giunta Ferdinandi: "Minibus, scale mobili, mini-parcheggi e Minimetro di notte"

Claudio Sampaolo

22 Marzo 2026, 08:25

La città del futuro ideata da Ciuffini e i progetti della giunta Ferdinandi: "Minibus, scale mobili, mini-parcheggi e Minimetro di notte"

Quando scende in campo Fabio Ciuffini succede sempre qualcosa: mezzo secolo fa la lungimiranza e la visione dell’ingegnere partorirono la chiusura del Corso, le scale mobili, Pian di Massiano, il Curi, la circonvallazione sotto San Domenico e più tardi il Minimetro.

Ieri, alla bella età di 93 anni, presentando il suo libro-dossier sulla “mobilità alternativa del futuro”, ha riempito di gente e di utopie concrete la piccola sala della Feltrinelli.

Dalle auto-robot senza autista (ne abbiamo parlato ieri) alle zone 15, dai micro parcheggi di quartiere alla città liberata dalle auto. Un “Progetto Perugia” sul quale hanno messo altri importanti punti esclamativi la sindaca Ferdinandi e l’assessore Vossi. Dalla sperimentazione di minibus ad alta frequenza a nuove scale mobili attorno all’acropoli, fino al prolungamento degli orari notturni del Minimetro da maggio a dicembre. Andrea Mazzoni, amministratore unico delle navette grigie, ha ipotizzato una seconda tratta salendo da Ponte Felcino, per intercettare tutto il traffico in arrivo da nord prima del “tappo” di Collestrada.

Introdotto da Giampiero Rasimelli, presidente della associazione culturale Perlumbria che ha organizzato la mattinata, ha cominciato Ciuffini, destreggiandosi magistralmente tra slide, disegni da lui realizzati, mouse e microfono per parlare di quello che lui ha chiamato “libretto”, in effetti un dossier minuzioso di 130 pagine del quale gli amministratori presenti hanno promesso di fare buon uso.

“Tra un po’ bisognerà mettersi al lavoro per Pums e Prg e non si può prescindere di due concetti convergenti: urbanistica e mobilità. Da qui sono partito per un progetto che non è contro le auto in astratto, ma parte da un fatto incontrovertibile: Perugia è la maglia nera d’Europa in quanto indice di motorizzazione (800 auto ogni 100 abitanti, con 1,2 passeggeri medi per vettura; ndr) e qualcosa occorre fare. Ancora meglio: ci sono troppe auto per le strade che abbiamo e la storia ci insegna che se facciamo più strade aumenteranno anche i mezzi in circolazione. Un circolo vizioso che occorre interrompere. Come? Liberando le strade e fornendo ai cittadini soluzioni alternative, le cosiddette zone 15, dove tutto è raggiungibile a piedi in un quarto d’ora, avvicinando le cose alle persone. Per fare questo, però, bisogna creare dei micro parcheggi da 40-50 posti a raggiera, anzitutto per i residenti. L’ha fatto mirabilmente la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo che è stata premiata dai cittadini. Possiamo farlo anche qui, sempre che la gente, con la quale bisogna parlare prima, sia d’accordo. Altrimenti è quasi inutile cercare risorse. Dico di più: bisognerebbe inventarsi una premialità per chi lascia l’auto in garage e si serve dei mezzi pubblici”.

Metro Milano sì Minimetro no

Sul tema specifico della sostenibilità economica, Ciuffini ha battuto forte: “qualcuno dovrebbe spiegare perché la mobilità pubblica è finanziata ovunque dallo Stato, mentre a Perugia ci siano pagati quasi tutto da soli, dalla realizzazione alla manutenzione. Un esempio? Il Fondo Nazionale Trasporti ha pagato per intero tutte le linee della Metro di Milano, ma non ha nemmeno preso in considerazione il Minimetro. Come se la cosiddetta mobilità alternativa, che toglie vetture dalla strada e Co2 dall’aria valga meno di treni, autobus e metropolitane”.

Un passaggio ha riguardato anche il Brt: “è verissimo che un bus pieno con 50 persone fa circolare 33 auto in meno, ma il Metrobus è sovradimensionato, quantomeno non è stato scelto dopo una sperimentazione adeguata, anche con bus più piccoli, per vedere se la gente avrebbe risposto. Comunque sia, questa è una cosa che si può fare, con minibus più frequenti, più piccoli e in grado di andare più veloci in mezzo al traffico cittadino. Aumentano i costo degli autisti? Va bene, vediamo se all’offerta di un nuovo servizio corrisponde una risposta adeguata. Ma almeno proviamo”.

Infine il verde: “abbiamo molti esempi al mondo di parchi urbani connessi con aree naturali, dove si può passare da un punto all’altro della città senza incrociare le auto. Penso ad Amsterdam o alle slow street di Los Angeles. Qui potremmo far convergere tutto su Pian di Massiano”.

La sindaca e il Metrobus

“Per noi Fabio Ciuffini è un punto di riferimento e terremo ben presenti tutti i consigli. Intanto, però, le nostre risorse sono tutte impegnate a terminare i lavori del Metrobus, che ci hanno lasciato in eredità con un progetto pieno di falle. Non c’è uno studio sui sottoservizi ed ogni giorno chi lavora trova intralci per tubazioni o altro (reperti archeologici) non censiti, che spuntano all’improvviso. Voglio solo ricordare che nella precedente amministrazione non c’era un assessore alla mobilità e questo progetto era seguito da una sola persona. Entro giugno dovremo finire e necessariamente fare di tutto perché funzioni, poi tamponeremo altre situazioni ereditate, come le richieste di edificabilità a Pian di Massiano o l’idea di far transitare i minibus in Piazza IV Novembre e via Maestà delle Volte. Alla fine metteremo mano alle nostre idee. Partendo dal disagio di molte realtà periferiche, come Sant’Orfeto dove sono stata nei giorni scorsi, dove i cittadini hanno gli stessi diritti di chi abita in corso Vannucci”.

I progetti di Vossi

Busitalia ha tagliato circa 800 km di tratte e ci troviamo in difficoltà specialmente per la seconda periferia, dove girano solo i bus extraurbani, assolutamente insufficienti per le necessità dei cittadini. Ci sono dei paesi dove tra un mezzo e l’altro bisogna aspettare due ore. Così non può andare. Per questo, partendo proprio dalle criticità, sperimenteremo una delle idee che oggi ha suggerito l’ingegnere Ciuffini: dei mezzi piccoli da far transitare con grande frequenza. Stiamo parlando anche con il nuovo management di Saba/Sipa per avere più scontistiche e diminuzione del costo dei biglietti. Ho detto loro chiaramente che, se non se ne sono accorti, i perugini li odiano profondamente. Qualcosa verrà fuori. Poi stiamo cercando altri spazi per piccoli parcheggi pertinenziali, accanto a quelli a corona dell’Acropoli, perché, come ho detto più volte, se cambieremo qualcosa, offriremo delle alternative. Infine un progetto ancora top secret, ma stiamo pensando ad un ulteriore tratto di scale mobili in una zona che ne avrebbe veramente bisogno”.

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