Attualità
L'assessore regionale Francesco De Rebotti
Fcu con treni più veloci. Per dire addio a quelli lumaca. Come fare? Con il passaggio di proprietà della Ferrovia centrale umbra a Rfi per farla diventare una infrastruttura del circuito nazionale. E far transitare finalmente mezzi più rapidi. La Regione Umbria chiede - oltre al già previsto Ertms, il sistema di sicurezza traccia-treno - opere infrastrutturali per poter far passare anche convogli da 18 tonnellate ad asse (i Minuetto sono a 16) e pretende il completamento dei raddoppi che mancano. Ecco l’accordo che la Regione vuol siglare con Rete ferroviaria italiana.
Se ne è parlato venerdì nel summit tra l’amministratore delegato di Rfi Aldo Isi, i vertici e i tecnici della società e l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Francesco De Rebotti. Che ha posto innanzitutto l’accento sull’urgenza di costruire un modello operativo integrato tra regioni. Poi la direttissima, per la quale è stata ribadita “la necessità di una regia nazionale che assicuri un accesso equo e stabile anche ai servizi regionali” e la preoccupazione per la delibera dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato sui cosiddetti “treni a mercato” e ai possibili riflessi sulla direttissima. Rfi ha chiarito come il provvedimento “non incida sui servizi previsti nell’ambito dell’accordo quadro già in essere”.
Per quanto riguarda la ex Fcu, De Rebotti ha evidenziato “alcune criticità legate alle semplificazioni progettuali introdotte in fase di realizzazione degli interventi, motivate dall’esigenza di rispettare le scadenze del Pnrr. In particolare, è stato sottolineato come l’eliminazione di tratti di raddoppio e di punti di incrocio abbia di fatto limitato il potenziamento della linea, riducendone la capacità e mantenendo tempi di percorrenza in linea con quelli storici, nonostante l’elettrificazione e l’introduzione di materiale rotabile più performante”.
De Rebotti ha ribadito “la necessità di valutare ed eventualmente pianificare il ripristino, in prossimità delle città di Perugia e Terni, delle configurazioni infrastrutturali originarie. È stato inoltre suggerito di rivedere e verificare la fattibilità di un possibile potenziamento dell’opera per renderla compatibile con i moderni standard nazionali. Questo permetterebbe di usare treni più veloci, alleggerire il traffico su tratte sature e garantire più collegamenti anche tra Perugia e Roma”. Non ultimi i pendolari, “che meritano risposte concrete”. E immediate.
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