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NORCIA

San Benedetto, perché è il patrono d'Europa: la storia del santo e la nascita della fiaccola benedettina

Ilaria Albanesi

21 Marzo 2026, 10:15

San Benedetto, perché è il patrono d'Europa: la storia del santo e la nascita della fiaccola benedettina

La fiaccola benedettina ha fatto il suo ritorno a Norcia per dare il via alle celebrazioni dedicate a San Benedetto, che avranno il loro culmine oggi, sabato 21 marzoDopo un viaggio lungo 320 chilometri in cui ha attraversato le città legate nel nome del santo, partendo da Cassino e passando per Subiaco e Rieti, nella serata di ieri - venerdì 20 marzo - la fiaccola ha raggiunto la città nursina.

L'idea della fiaccola nasce nel 1964con la proclamazione di san Benedetto Patrono d'Europa. Il suo obiettivo è quello di diffondere il messaggio di pace, unità e speranza che il santo da Norcia consegnò al continente europeo: "L' arrivo della fiaccola benedettina – ha dichiarato il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera – ogni anno ci offre un’occasione preziosa: quella di fermarci, riflettere e interrogarci sul tempo che stiamo vivendo. Non è una cerimonia che si esaurisce nella forma, non è un evento che si limita alla tradizione, piuttosto è un momento in cui una comunità si guarda dentro e si misura con la propria capacità di comprendere la realtà, di interpretarla e di assumersi delle responsabilità, e oggi purtroppo è una realtà complessa. La fiaccola ha il significato, come San Benedetto ci ha insegnato, di portare un messaggio di pace e dobbiamo lavorare perché questo possa essere realizzato".

San Benedetto da Norcia, la vita e la Regola

San Benedetto nacque nel 480 a Norcia. Secondo la tradizione, fu affidato dopo la morte della madre - insieme alla sorella santa Scolastica - alla nutrice Cirilla, con la quale si ritirò all'età di 17 anni nella valle dell'Aniene presso Eufide - l'attuale Affile. È qui che, secondo la leggenda devozione, avrebbe compiuto il suo primo miracolo, riparando un vaglio rotto dalla stessa nutrice. 
Si avviò, poi, verso la valle di Subiaco, dove incontrò Romano, monaco di un vicino monastero retto da un abate di nome Adeodato che, vestitolo degli abiti monastici, gli indicò una grotta del Monte Taleo - contenuta attualmente all'interno del Monastero del Sacro Speco - dove Benedetto visse da eremita per circa tre anni, fino alla pasqua del 500. 
Dopo l'esperienza eremitica, accettò di fare da guida ad altri monaci in un ritiro a Vicovaro, ma, dopo che alcuni monaci tentarono di ucciderlo con una coppa di vino avvelenato, tornò a Subiaco dove rimase per circa trent'anni, accogliendo discepoli sempre più numerosi, fino a creare una vasta comunità di tredici monasteri. Dopo essere stato vittima di un ulteriore tentativo di assassinio, si diresse verso Cassino dove fondò il monastero di Montecassino, edificato sopra i resti di templi pagani.
Proprio a Montecassino - intorno al 525 - compose la sua Regola, combinando l'insistenza sulla buona disciplina con il rispetto per la personalità umana e le capacità individuali, nell'intenzione di fondare una "scuola del servizio del Signore, in cui speriamo di non ordinare nulla di duro e di rigoroso". 

La regola, con quale si organizza la vita dei monaci all'interno di una "corale" celebrazione dell'uffizio, diede nuova e autorevole sistemazione alla complessa precettistica monastica precedente. I due cardini della vita comunitaria sono il concetto di stabilitas loci (vale a dire l'obbligo di risiedere per tutta la vita nello stesso monastero) e la conversatio, cioè la buona condotta morale, la pietà reciproca e l'obbedienza all'abate, il "padre amoroso" cardine di una famiglia ben ordinata che scandisce il tempo nelle varie occupazioni della giornata durante la quale la preghiera e il lavoro si alternano nel segno del motto ora et labora (prega e lavora).

A Montecassino, Benedetto visse fino alla morte, avvenuta il 21 marzo 547 dopo 6 giorni di febbre fortissima e a quaranta giorni dalla scomparsa di sua sorella Scolastica, con la quale fu sepolto.

Perché è patrono d'Europa

San Benedetto fu scelto nel 1964 da Paolo VI come patrono principale dell'intera Europa. La proclamazione avvenne il 24 ottobre 1964, giorno in cui il papa riconsacrò la chiesa abbaziale di Montecassino, distrutta durante la seconda guerra mondiale. Le motivazioni sono spiegate nella lettera apostolica Pacis nuntius, dove si legge: "egli insegnò all'umanità il primato del culto divino per mezzo dell'opus Dei, ossia della preghiera liturgica e rituale. Fu così che egli cementò quell'unità spirituale in Europa in forza della quale popoli divisi sul piano linguistico, etnico e culturale avvertirono di costituire l'unico popolo di Dio".

Nel 1980 e nel 1999 si aggiunsero a lui, come patroni d'Europa, altri cinque santi, Brigida di Svezia, Caterina di Siena, Cirillo e Metodio, Teresa Benedetta della Croce.

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