NORCIA
La fiaccola benedettina ha fatto il suo ritorno a Norcia per dare il via alle celebrazioni dedicate a San Benedetto, che avranno il loro culmine oggi, sabato 21 marzo. Dopo un viaggio lungo 320 chilometri in cui ha attraversato le città legate nel nome del santo, partendo da Cassino e passando per Subiaco e Rieti, nella serata di ieri - venerdì 20 marzo - la fiaccola ha raggiunto la città nursina.
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L'idea della fiaccola nasce nel 1964, con la proclamazione di san Benedetto Patrono d'Europa. Il suo obiettivo è quello di diffondere il messaggio di pace, unità e speranza che il santo da Norcia consegnò al continente europeo: "L' arrivo della fiaccola benedettina – ha dichiarato il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera – ogni anno ci offre un’occasione preziosa: quella di fermarci, riflettere e interrogarci sul tempo che stiamo vivendo. Non è una cerimonia che si esaurisce nella forma, non è un evento che si limita alla tradizione, piuttosto è un momento in cui una comunità si guarda dentro e si misura con la propria capacità di comprendere la realtà, di interpretarla e di assumersi delle responsabilità, e oggi purtroppo è una realtà complessa. La fiaccola ha il significato, come San Benedetto ci ha insegnato, di portare un messaggio di pace e dobbiamo lavorare perché questo possa essere realizzato".
La regola, con quale si organizza la vita dei monaci all'interno di una "corale" celebrazione dell'uffizio, diede nuova e autorevole sistemazione alla complessa precettistica monastica precedente. I due cardini della vita comunitaria sono il concetto di stabilitas loci (vale a dire l'obbligo di risiedere per tutta la vita nello stesso monastero) e la conversatio, cioè la buona condotta morale, la pietà reciproca e l'obbedienza all'abate, il "padre amoroso" cardine di una famiglia ben ordinata che scandisce il tempo nelle varie occupazioni della giornata durante la quale la preghiera e il lavoro si alternano nel segno del motto ora et labora (prega e lavora).
A Montecassino, Benedetto visse fino alla morte, avvenuta il 21 marzo 547 dopo 6 giorni di febbre fortissima e a quaranta giorni dalla scomparsa di sua sorella Scolastica, con la quale fu sepolto.
San Benedetto fu scelto nel 1964 da Paolo VI come patrono principale dell'intera Europa. La proclamazione avvenne il 24 ottobre 1964, giorno in cui il papa riconsacrò la chiesa abbaziale di Montecassino, distrutta durante la seconda guerra mondiale. Le motivazioni sono spiegate nella lettera apostolica Pacis nuntius, dove si legge: "egli insegnò all'umanità il primato del culto divino per mezzo dell'opus Dei, ossia della preghiera liturgica e rituale. Fu così che egli cementò quell'unità spirituale in Europa in forza della quale popoli divisi sul piano linguistico, etnico e culturale avvertirono di costituire l'unico popolo di Dio".
Nel 1980 e nel 1999 si aggiunsero a lui, come patroni d'Europa, altri cinque santi, Brigida di Svezia, Caterina di Siena, Cirillo e Metodio, Teresa Benedetta della Croce.
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