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Perugia

Cure veterinarie, la proposta di Margherita Scoccia alla Regione: “A Perugia ospedale gratuito e aperto h24”

La consigliera comunale chiede l’audizione in commissione della presidente Stefania Proietti

Claudia Boccucci

20 Marzo 2026, 11:50

Cure veterinarie, la proposta di Margherita Scoccia alla Regione: “A Perugia ospedale gratuito e aperto h24”

Un servizio pubblico veterinario gratuito e aperto per 24 ore a Perugia. È questa la proposta della consigliera Margherita Scoccia presentata nell'audizione in Quarta commissione comunale della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, con delega alla sanità e richiesta al presidente Fabrizio Ferranti. Nel dettaglio, il progetto mette al centro le cure e l’assistenza per animali randagi, contrastare l'abbandono e sostenere le fasce più fragili.

“Ritengo importante coinvolgere nel dibattito anche Stefania Proietti in quanto l’ospedale veterinario pubblico rientra nelle politiche sanitarie di cui la presidente ha la competenza diretta, non essendoci un assessore regionale alla sanità – ha sottolineato Scoccia -. Il tema riguarda sanità, welfare e gestione del territorio. Il progetto già realizzato in altre città d’Italia - prosegue Scoccia - sarebbe il primo e unico in Umbria ed è importante valutare l’impatto sul sistema regionale, in quanto, dal capoluogo, attirerebbe utenza da tutta la regione”.

In vista della prossima seduta di commissione - in programma per martedì 24 marzo - dopo le audizioni di Brigitta Favi, responsabile dell’Unità operativa speciale Randagismo e igiene urbana dell’Usl Umbria 1 e del Canile Sanitario di Collestrada, e di Linda Boranga, volontaria e amante degli animali, la consigliera Scoccia ha chiesto l’intervento di Vincenzo Caputo, direttore generale dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, e Salvatore Macrì, dirigente del Servizio Prevenzione Sanità Veterinaria della Regione. Il presidente Ferranti propone, invece, l’audizione del professor Marco Pepe, direttore del Centro di ricerca sul cavallo sportivo e del Dipartimento di Medicina Veterinaria.

“Numerosi studi scientifici e indirizzi di politica sanitaria riconoscono oggi il valore sociale degli animali da compagnia, in particolare per le persone anziane, per i soggetti fragili e per chi vive in condizioni di solitudine, marginalità o disagio psicosociale – aggiunge Scoccia .- Accanto a questo valore sociale esiste però un dato economico spesso sottovalutato. I costi delle cure veterinarie, soprattutto in situazioni di emergenza o di intervento chirurgico, risultano sempre più elevati e difficilmente sostenibili per pensionati, persone a basso reddito, nuclei mono reddito o soggetti seguiti dai servizi sociali. In assenza di un supporto pubblico, tali costi producono effetti indiretti rilevanti, come ad esempio rinuncia alle cure, abbandono degli animali, incremento del randagismo, maggiore pressione sui canili sanitari e maggiori oneri per la collettività”.

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