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ASSISI

"Vi porterò tutti nel mio cuore". Monsignor Sorrentino saluta i fedeli nella messa di commiato dopo vent'anni da vescovo

Flavia Pagliochini

20 Marzo 2026, 08:31

"Vi porterò tutti nel mio cuore". Monsignor Sorrentino saluta i fedeli nella messa di commiato dopo vent'anni da vescovo

“Alla Porziuncola, prima di mettere piede ad Assisi, dissi scherzando a Maria che sarei venuto solo se fosse stata lei a far da vescovo e io a farle da segretario. Lei ha fatto davvero bene, io certo non altrettanto. Rimetto tutto nelle sue mani. La prego che renda felice il vescovo Felice e con lui tutti voi, che ringrazio per ciò che siete stati e resterete per me. Mi mancherete? Certo. Ma vi porterò tutti nella mia preghiera e nel mio cuore”.

Si è chiusa così l’omelia dell’amministratore apostolico delle diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, nella messa di commiato celebrata ieri pomeriggio nella Basilica di Santa Maria degli Angeli alla presenza di tante autorità civili, militari e religiose, ma anche di tanti cittadini da tutti i comuni e le frazioni della diocesi.

Dopo la messa, ai tanti partecipanti, è stata consegnata l’edizione speciale di Chiesa Insieme che (come anche il videogiornale diocesano visibile sui canali social e sul sito della diocesi) ripercorre il ventennio di Sorrentino da vescovo, inclusi i quattro anni e mezzo a Foligno.

Nella sua omelia monsignor Sorrentino ha ripercorso il suo cammino da vescovo, dall’ordinazione con Giovanni Paolo II, passando per il servizio a Pompei e Roma fino ad arrivare ad Assisi dove ha vissuto, ottocento anni dopo, esattamente l’arco di anni in cui Francesco si santificò.

“Un crescendo di bellezze spirituali a cui vanno uniti i tesori spirituali di Nocera e Gualdo - come dimenticare, in compagnia col patrono san Rufino, i compatroni San Rinaldo e beato Angelo? E infine quelli della Chiesa di Foligno, quanta ricchezza di storia, di spiritualità e di teologia in San Feliciano e Sant’Angela, per non dire che i maggiori”.

Ricordato anche il Santuario della Spogliazione con “approdo di san Carlo, venuto ad Assisi per affinare sulle orme di Francesco e Chiara la sua santità giovanile che sta incantando il mondo, nuova luce che si è accesa nel paesaggio assisano, senza spegnerne nessun’altra”.

“Grazie quindi a monsignor Domenico per averci sempre e nuovamente riportati all'essenziale della fede, da cui devono scaturire ogni decisione e ogni scelta individuale e comunitaria”, il saluto del custode del Sacro Convento fra Marco Moroni a Sorrentino, che, accolto dalla presidente Francesca Di Maolo, nell’ultimo giorno del suo mandato ha voluto incontrare i ragazzi del Serafico - i “suoi” ragazzi - fermandosi con loro.

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