misura urgente
il "Decreto Carburanti" è scattato dopo il varo d'urgenza dal Consiglio dei Ministri per frenare l'impennata dei prezzi alla pompa causata dalle tensioni in Medio Oriente. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, mette in campo risorse per oltre mezzo miliardo di euro con un obiettivo chiaro: riportare i costi di benzina e gasolio sotto la soglia psicologica di 1,90 euro al litro.
Il cuore dell'intervento è la riduzione temporanea delle accise, che si traduce in un taglio immediato di 25 centesimi al litro per benzina e gasolio e di 12 centesimi al chilo per il Gpl. La misura avrà una durata iniziale di 20 giorni, un periodo finestra che permetterà all'esecutivo di monitorare i mercati internazionali prima di valutare eventuali proroghe.
Oltre allo sconto generalizzato, il decreto punta a proteggere le filiere produttive più esposte:
Autotrasporti: previsto un credito d'imposta per compensare l'aumento della spesa sostenuta tra marzo e maggio 2026 rispetto ai valori di febbraio.
Pesca: stanziati 10 milioni di euro per un credito d'imposta del 20% sull'acquisto di carburante, una misura difesa dal ministro Lollobrigida per contenere l'effetto domino sui prezzi alimentari.
Questa strategia a tappeto è stata preferita all'ipotesi di un bonus mirato (l'aumento della Social Card per le famiglie a basso reddito), nel tentativo di calmierare l'inflazione su larga scala.
Parallelamente ai sostegni, il Governo ha istituito uno "speciale regime di controllo" della durata di tre mesi. Le società petrolifere avranno l'obbligo di comunicazione giornaliera dei prezzi al Ministero delle Imprese; in caso di inadempienza, rischiano sanzioni pari allo 0,1% del fatturato giornaliero.
Il ruolo di "Mister Prezzi" viene potenziato: il Garante potrà avvalersi della Guardia di Finanza per ispezionare l'intera filiera. Se verranno rilevati aumenti anomali, le sanzioni amministrative potranno arrivare all'1% del fatturato (fino a 200.000 euro). Nei casi più gravi, la documentazione sarà trasmessa alla magistratura entro 48 ore per l'ipotesi di reato di manovre speculative.
L'effetto del decreto ovviamente si fa sentire anche in Umbria, dove i prezzi medi si erano spinti fino a 2,1 euro per il gasolio e 1,8 euro per la benzina, le nuove tariffe dovrebbero assestarsi rispettivamente intorno a 1,8 euro e 1,6 euro al litro, offrendo una boccata d'ossigeno immediata a pendolari e imprese locali.
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