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Narni

"Sangraf, si apra tavolo di crisi". Le segreterie di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil annunciano richiesta formale per lo stabilimento

19 Marzo 2026, 18:09

"Sangraf, si apra tavolo di crisi". Le segreterie di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil annunciano richiesta formale per lo stabilimento

La crisi dello stabilimento Sangraf Italy di Narni Scalo punta ad approdare sul tavolo nazionale. Le segreterie regionali e provinciali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil hanno infatti chiesto formalmente l’apertura di un tavolo di crisi a Ministero delle imprese e del Made in Italy (Mimit), denunciando il progressivo aggravarsi della situazione produttiva e occupazionale del sito.

Secondo i sindacati, quella che inizialmente appariva come una fase di difficoltà congiunturale si è ormai trasformata in una crisi strutturale che mette in discussione il futuro dell’impianto. Lo stabilimento rappresenta infatti l’unico sito produttivo italiano di elettrodi di grafite destinati ai forni fusori ad arco elettrico: un asset strategico per l'intera industria siderurgica nazionale.

Nonostante l’appartenenza al gruppo internazionale Sanergy e la presentazione di progetti di sviluppo, tra cui il programma Gam per la filiera delle batterie e un impianto a idrogeno finanziato dal Pnrr, la produzione risulta attualmente ferma. Una paralisi operativa che, spiegano le organizzazioni sindacali, dura ormai da tempo dopo le forti contrazioni registrate già a partire dalla fine del 2023. A preoccupare è anche lo stato degli impianti. La mancanza di manutenzioni ordinarie e straordinarie, denunciano i sindacati, starebbe provocando un progressivo deterioramento delle infrastrutture industriali e potrebbe compromettere la possibilità stessa di riavviare la produzione in condizioni di sicurezza. Il quadro si riflette anche sull’occupazione. In due anni l’organico dello stabilimento è passato da 81 lavoratori a meno di 60. Una riduzione che, secondo le sigle sindacali, sta comportando la perdita di competenze tecniche fondamentali per il ciclo produttivo e rischia di indebolire ulteriormente le prospettive di ripartenza. Alla crisi industriale si aggiungono criticità sul fronte economico e contributivo. I sindacati segnalano “ritardi nel pagamento degli stipendi e gravi irregolarità nei versamenti previdenziali”. Le quote destinate al fondo pensione integrativo Fonchim, pur trattenute nelle buste paga dei dipendenti, non sarebbero state versate dall’azienda da agosto 2025, mentre i contributi all’Inps risulterebbero fermi a ottobre dello stesso anno.

“Dopo aver tentato ogni possibile mediazione” - concludono le segreterie di Filctem, Femca e Uiltec - a livello locale e regionale, senza ottenere impegni concreti e trasparenti da parte della proprietà, riteniamo necessario portare la vertenza a livello ministeriale.

La richiesta di convocazione al Mimit è sostenuta anche dalla Regione Umbria. L’obiettivo, sottolineano i sindacati, è aprire un confronto istituzionale che consenta di tutelare i livelli occupazionali, garantire i diritti dei lavoratori e salvaguardare un presidio industriale ritenuto strategico per il territorio e per la filiera siderurgica nazionale.

«Si faccia presto», è l’appello lanciato dalle organizzazioni sindacali, che chiedono un intervento rapido delle istituzioni per evitare che la crisi dello stabilimento di Narni.

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