Cuore verde d'Italia
Uno dei caratteristici vicoli fioriti di Spello
Quando si parla della qualità della vita, l'Umbria, il cuore verde dell'Italia, è una di quelle regioni da cui ci si aspetta tanto: paesaggi, silenzi e cibo vero. Tuttavia, come ogni territorio, accanto a ciò che migliora, bisogna fare i conti anche con vecchi problemi.
Terni
Terni è la città delle Cascate delle Marmore, la più alta tra quelle artificiali d’Europa, costruite 2.300 anni fa dai Romani e riconosciute come patrimonio mondiale dell'irrigazione. A marzo di quest'anno ha ospitato il Forum delle Acque: quattro giorni in cui istituzioni e ricercatori di mezzo mondo si sono confrontati sul futuro delle risorse idriche. Purtroppo il quadro ambientale di questa città, seppur in miglioramento, è segnato dall'inquinamento causato dall'acciaieria Arvedi Ast (Acciai Speciali Terni), che ha scritto la storia economica della città e porta con sé un'eredità pesante. La conformazione a conca del territorio trattiene i fumi invece di disperderli. I dati del 2025 segnalano miglioramenti reali, che potrebbero incrementarsi con l'obiettivo fissato dalla nuova direttiva europea: una riduzione del 28% delle polveri sottili entro il 2030. Chi sceglie Terni lo fa spesso per ragioni concrete: prezzi delle case ancora accessibili, servizi di una città vera, una vicinanza a Roma che in un'ora e mezza porta sul raccordo. Non è la scelta romantica dell'Umbria da cartolina, ma è una scelta che ha una sua logica precisa.
Perugia
Perugia, capoluogo dell'Umbria, nelle classifiche nazionali si colloca spesso ai primi posti tra le province italiane per qualità della vita. Non solo: secondo un'indagine relativa al 2025 del Sole 24 Ore, ha conquistato il terzo posto nazionale per qualità della vita delle donne, un indice costruito su quattordici parametri che considerano il tasso di occupazione femminile, il gap retributivo, la quota di laureate e la presenza di amministratrici negli enti locali. Perugia ha una prestigiosa università internazionale, un centro storico tra i più belli d'Italia, Umbria Jazz a luglio e il cioccolato a ottobre. Ha il Minimetrò, diventato quasi un simbolo della città, che collega la parte bassa al centro storico. Come tutte le città, ha le sue criticità legate alla sicurezza: sono in aumento i casi di furti in abitazione. Ma la sua traiettoria è positiva su quasi tutti i fronti. Chi sceglie Perugia? Chi cerca l'Umbria senza rinunciare ai servizi di una città vera.
Assisi
Assisi è la città più visitata dell'Umbria e una delle mete religiose e culturali più frequentate d'Italia. Nel 2025 ha registrato 1,7 milioni di presenze ufficiali, ma aggiungendo anche gli escursionisti e i pellegrini giornalieri il totale sale a circa 5 milioni di visitatori. La bassa stagione qui non esiste quasi più: solo gennaio e febbraio restano sotto le 100mila presenze. Il 2026 è l'anno dell'ottavo centenario della morte di San Francesco e i riflettori di tutto il mondo sono puntati sulla città. Il Bosco di San Francesco, situato ai piedi della Basilica, è uno dei luoghi meno conosciuti di Assisi, ma anche uno dei più sorprendenti. Sarà possibile visitarlo questo fine settimana per le Giornate Fai di Primavera. Verrebbe da pensare che Assisi sia una città da visitare, non da vivere: questo è il tema più discusso dai suoi 28.000 abitanti, che hanno fondato il Comitato del Centro Storico per ridare voce ai residenti e trovare un equilibrio con il turismo, tra residenzialità e servizi. Un segnale di difficoltà, ma anche di una comunità che resiste.
I borghi
L'Umbria non sarebbe la stessa senza i suoi borghi. Spello, Gubbio e Norcia: sono i nomi che tornano sempre, e non è un caso. Spello si trova a venti minuti da Perugia e da Foligno. È un paese curato, ma non isolato come quelli più interni. Nel weekend del 21 e 22 marzo sarà uno dei protagonisti delle Giornate FAI, aprendo le porte della chiesa di Sant'Andrea — edificio francescano con origini documentate nell'XI secolo — con visite guidate dai ragazzi della scuola media locale. Gubbio, più difficile da raggiungere, è più austera. Ha un carattere montano e una comunità unita che si ritrova ogni anno nella Corsa dei Ceri: una tradizione esportata anche oltreoceano a Jessup, Pennsylvania, città gemellata dal 1909, dove la comunità di discendenti eugubini replica la festa ogni maggio. Norcia è la città della ricostruzione: dal terremoto del 2016 non si è mai fermata. Il simbolo di questa rinascita è la Basilica di San Benedetto, riaperta nel novembre 2025 dopo un restauro straordinario che ha coinvolto istituzioni, Eni come sponsor tecnico e maestranze da tutta Italia. Per chi arriva da turista, il centro storico offre tutto in pochi passi: Piazza San Benedetto con la Castellina, rocca papale che ospita il Museo Civico e Diocesano, le mura medievali del XIV secolo ancora intatte, e quasi trenta botteghe di norcineria dove si trovano il prosciutto di Norcia IGP, la corallina, il ciauscolo spalmabile e il tartufo nero pregiato di stagione. A pochi chilometri, l'altopiano di Castelluccio e il Parco Nazionale dei Monti Sibillini offrono trekking, mountain bike, rafting sul Nera e, tra giugno e luglio, la fioritura dei campi di lenticchie, uno degli spettacoli naturali più fotografati d’Italia. La domanda che in molti si pongono è: vale la pena trasferirsi in una città ancora in cantiere? La risposta si trova nelle parole di chi ci vive già: sui forum e nelle recensioni online torna spesso il concetto di una comunità che si conosce e si aiuta, e che intorno al cibo e alla terra ha costruito un'identità forte.
I piccoli comuni
Calvi dell'Umbria, Otricoli e altri diciassette piccoli comuni sono località spesso ignorate dai radar del turismo, ma grazie all'aria buona, al paesaggio integro e ai costi di vita contenuti, vengono scelti sempre più spesso come luoghi di residenza. Calvi e Otricoli sono stati premiati come Ricicloni 2025 da Legambiente, con percentuali di raccolta differenziata stabilmente vicine al 90% — mentre Perugia e Terni sono rimaste escluse. Calvi è l'unico comune umbro, insieme a Polino, a registrare un costante aumento della popolazione. A sceglierlo sono soprattutto professionisti romani over quaranta, attratti dalla logistica: l'autostrada è a pochi minuti. "Qui si vive bene, lontani dal trambusto delle metropoli, l'aria è pulita", dice il sindaco Guido Grillini, che aggiunge: "Con una fibra efficiente, in tanti verrebbero qui a vivere in smart working." Tra chi si è trasferito c'è anche Francesco Verdinelli, consigliere comunale con delega alla Cultura, già residente a New York: racconta che parlando con amici e conoscenti di come si vive a Calvi, molti hanno finito per comprare casa e trasferirsi a loro volta. Poche curve più in là si trova Otricoli, sorta sui resti di un'antica città romana, che ha ricevuto una menzione speciale dall'Organizzazione Mondiale del Turismo come uno dei migliori borghi rurali d'Italia. Chi ama guidare e non ha problemi con gli spostamenti troverà in questi piccoli comuni una qualità di vita difficile da replicare altrove.
Quindi, dove si vive meglio?
Per chi vuole una città con tutto: Perugia. Per chi cerca un borgo con ancora un filo di vita reale e buoni collegamenti: Spello. Per chi vuole bellezza autentica e comunità forte, con qualche rinuncia logistica: Gubbio o Norcia. Per chi vuole aria pulita, silenzio e un costo della vita basso, ed è disposto a costruirsi il resto: uno dei piccoli comuni dell'entroterra, da Calvi dell'Umbria a Bevagna, da Montefalco a Otricoli.
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