GUALDO TADINO
Il futuro delle scuole discusso in consiglio comunale, tra denatalità e servizi nasce un tavolo permanente, ma restano posizioni divise sulla scuola di Cerqueto.
Il futuro della scuola a Gualdo Tadino accende il dibattito politico e mette di fronte amministratori, insegnanti e famiglie a una realtà difficile: il drastico calo demografico. È stato proprio questo il punto di partenza della seduta aperta del consiglio comunale che si è svolta nei giorni scorsi, convocata per affrontare il tema dell’organizzazione dei servizi scolastici nel territorio.
Il numero che ha segnato l’intero confronto è stato 51, cioè i bambini nati nell’ultimo anno in città. Un dato citato in apertura dal sindaco Massimiliano Presciutti come chiave per comprendere le sfide che attendono il sistema scolastico locale.
“Dobbiamo partire dai numeri per fare una discussione compiuta”, ha sottolineato il primo cittadino, ricordando anche che la scuola di Cerqueto ha registrato appena 11 iscritti nell’ultimo anno – ha sottolineato il sindaco, aggiungendo che questi numeri fotografano una crisi demografica ormai strutturale, che riguarda tutta l’Italia e l’Umbria ma colpisce con particolare intensità la fascia appenninica. Una situazione che - è stato detto durante il consiglio - impone scelte sull’organizzazione dei plessi scolastici, sulla qualità dell’offerta formativa e sulla sostenibilità dei servizi.
Nel corso della seduta l’assessore alla scuola Gabriele Bazzucchi ha presentato un ordine del giorno, sottoscritto dai gruppi di maggioranza, con cui l’amministrazione si impegna a istituire un tavolo permanente di confronto tra istituzioni, scuola e territorio per programmare il futuro del sistema scolastico locale. Alla seduta hanno partecipato numerosi cittadini, insegnanti e genitori, oltre a un gruppo di studenti dell’Istituto Casimiri.
L’obiettivo dichiarato è quello di affrontare in modo organico i cambiamenti demografici e riorganizzare i servizi con una visione di lungo periodo, evitando interventi frammentati o emergenziali. Il tema che ha animato maggiormente il confronto è stato però quello della scuola di Cerqueto, chiusa da circa due anni e mezzo e ancora in attesa di una soluzione definitiva.
Valentina Arteconi, rappresentante dei genitori di Cerqueto, ha ricordato le difficoltà delle famiglie dopo trenta mesi di incertezza. “Le famiglie non chiedono scontri politici, chiedono risposte” ha detto, sollecitando una decisione chiara sulla ricostruzione o sulla ristrutturazione dell’edificio.
Critiche sono arrivate anche dall’ex assessore e consigliera comunale Silvia Minelli, che ha accusato l’amministrazione di ritardi e di mancanza di comunicazione con i residenti.
L’assessore ai lavori pubblici Jada Commodi ha spiegato che il comune intende partecipare a un bando per le aree interne, in scadenza a fine maggio, per ottenere fino a tre milioni di euro destinati alla scuola di Cerqueto.
A far salire ulteriormente la tensione è stata l’ipotesi, citata dal sindaco, di realizzare a Cerqueto anche un nuovo palasport che potrebbe essere finanziato dalla Federazione italiana pallavolo. Una prospettiva che l’opposizione ha interpretato come un tentativo di spostare l’attenzione dal tema della scuola.
I consiglieri di minoranza hanno espresso forte scetticismo sui tempi dell’operazione e sulla mancanza di atti concreti. La maggioranza, al contrario, ha difeso l’operato dell’amministrazione sostenendo che la priorità resta la sicurezza degli edifici e la programmazione del futuro.
Durante il consiglio si è parlato anche dell’Istituto Casimiri. I tecnici della Provincia hanno illustrato un intervento da oltre 8 milioni di euro per l’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico dell’edificio. Secondo il cronoprogramma presentato, la progettazione dovrebbe essere completata entro la metà del 2027, con l’avvio dei lavori nell’anno scolastico 2027-2028 e una durata stimata tra i 12 e i 15 mesi. Uno dei momenti più accesi della seduta ha riguardato il fenomeno della competizione tra comuni limitrofi per attrarre studenti.
Il sindaco Presciutti ha parlato apertamente di un vero e proprio “mercimonio di bambini”, denunciando il trasferimento di alunni verso altri centri della zona. Un tema ripreso anche dal vicesindaco Maria Paola Gramaccia, che ha parlato di comuni “predatori” che intercettano gli studenti con servizi di trasporto dedicati.
Sul fronte delle soluzioni, molti interventi hanno insistito sulla necessità di puntare sulla qualità dell’offerta formativa e su una visione di area vasta, superando i campanilismi tra comuni.
Il dirigente scolastico del Casimiri Renzo Menichetti ha sottolineato che la risposta alla crisi demografica non può essere semplicemente l’apertura di nuovi indirizzi. “L’unica soluzione è rendere quelli esistenti ancora più qualificanti” ha affermato.
Una posizione condivisa anche da esponenti dell’opposizione, che hanno proposto di coinvolgere in un confronto stabile anche i comuni vicini, come Nocera Umbra, per programmare insieme il futuro scolastico della fascia appenninica.
La seduta si è conclusa con l’approvazione della mozione della maggioranza per l’istituzione del tavolo permanente sulla scuola, passata con 11 voti favorevoli e 5 contrari. L’opposizione ha votato contro giudicando il documento privo di impegni concreti, soprattutto sul caso Cerqueto.
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